Boy&Girl, il sogno di Elena, giovani barlettani alle prese con sogni anticonvenzionali

C’è chi sogna la moda, chi di tirare quattro calci sul prato verde di San Siro, c’è chi sogna di emulare Ligabue, Vasco Rossi e compagnia bella e chi sogna una vita fatta di droga, sesso&rock’n roll. Nonostante la crisi e la disoccupazione, tra  giovani d’oggi si sogna e si progetta il futuro, contro ogni cupa aspettativa descritta da giornali e televisioni, contro ogni legge e cattiva politica fatta nei palazzi del potere.   
«Alle medie cominciai ad eseguire per diletto musichette e temi conosciuti alla pianola ad orecchio, e la mia professoressa riconobbe in me già da subito una predisposizione innata per la musica…», inizia così il racconto di Elena, giovane sedicenne barlettana che al contrario di alti suoi coetanei alla batteria e alla chitarra elettrica, ogni giorno dà forma alle sue emozioni seduta su di un pianoforte: «perché è lo strumento con cui lego sia fisicamente che sentimentalmente…». Con Elena scriviamo il primo capitolo di questo spazio dedicato a tutti coloro che vorranno raccontarci dei loro sogni anticonvenzionali.

D:Elena, tra i giovani vanno in voga chitarre elettriche e batterie. Tu come mai hai scelto il pianoforte?
R:« Perché è lo strumento con cui lego sia fisicamente che sentimentalmente, poiché a differenza degli altri strumenti, quali chitarra o batteria, il pianoforte è quello più completo, con cui io riesco a far fuoriuscire molteplici emozioni per ogni tasto ed ogni nota».

D: Cosa provi quando siedi a suonar questo strumento?
R:«Avendo una vita sociale molto difficile da controllare, come tutte le ragazzine soggette continuamente alle invidie altrui, ogni volta che mi siedo dinanzi al mio pianoforte è come se mi racchiudessi in un mondo tutto mio, fatto di pensieri e parole, di fantasia e immaginazione, dove posso dire e fare ciò che voglio, dove posso esprimere ciò che sento, senza il giudizio e il rimprovero di nessun'altro all'infuori di me stessa, la musica è per me il linguaggio dell'anima, che irrompe ogni cuore, la musica non ha bisogno di spiegazioni, ma di sentimento e di passione,in aggiunta al sacrificio e alla dedizione».

D: La tua prima composizione?
R:« Ho eseguito la mia prima composizione al saggio finale del mio Liceo Musicale “Carlo Maria Giulini” del 3°anno, in cui era presenta la persona a cui l'ho dedicata, il mio ex fidanzato. Ero molto emozionata all'idea e al sol pensiero adesso mi emoziono nel ricordare come lui, quel bellissimo giorno, fece scendere una lacrima di gioia e sorrise e capì che quel pezzo, non era altro che il riassunto di una storia che sebbene sia finita non dimenticherò mai».

D: Ne sono seguite altre?
R:«si, mia madre le ha registrate tutte sull'ipad, ed ogni volta che stira o fa le faccende di casa le ascolta insistentemente senza stancarsi mai. Una volta le chiesi: "Mamma ma non ti scocci ogni volta a sentirle sempre?" e lei con voce bassa e divertita mi rispose: "Elena, io le ascolterei all'infinito, fino a quando non avrò più bisogno dell'ipad" ed io: "in che senso?" e lei "perché ti guarderò in televisione e potrò dire che ciò che vedrò sarà mia figlia che suonerà per me!"».

D: Hai partecipato a qualche concorso musicale?
R:«si, il 18 maggio 2012 ho partecipato al concorso nazionale musicale “U.Giordano” presso l'Università degli studi di Foggia, ero molto tesa poiché essendo il primo non ero sicuro di come sarebbe andata, ma non ho perso la fiducia e la determinazione, fino a quando non seppi che c'erano altri 900 candidati pronti a vincere e subito mi demoralizzai, ma i miei amici e mia madre, che è onnipresente, mi incitarono a non abbattermi e a inseguire i miei sogni, a quel punto salì su quel palco, e sotto i riflettori mi sedetti e incominciai, sfortunatamente sbagliai verso la fine e i giudici mi invitarono a continuare invece di mandarmi a sedere come si fa di solito nei blocchi di memoria, In quel momento una strana voce mi sussurrò all'orecchio e ciò non si può spiegare a parole. Era mio nonno che mi diceva: "vai Elena puoi farcela, non mollare”, finì col sorriso stampato sulla labbra, fiera di me, ma pur sempre delusa del fatto di essermi fermata. Il giorno delle premiazioni neanche sarei voluta essere presente, poiché avevo il terrore di essere umiliata, ma mia madre mi fece prendere forza ed andai. Ai primi nominativi avevo il cuore a mille, ma più andava avanti e il mio nome non si sentiva, più ero convinta di aver fallito. Alla premiazione del 2° posto già ero amareggiata, dentro di me ero sicura che non avrei mai preso in mano il 1° premio, ma quando il giudice estrapolò il diploma di 1° premio da 98/100 disse: "un caloroso applauso và alla ragazza che con la sua musicalità abbiamo voluto premiare con questo premio, sebbene si sia fermata, noi le abbiamo riconosciuto il fatto di essere stata un grande talento, ed è con lieto piacere che lo consegno ad Elena Sofia Damato!" non ci potevo credere, avevo vinto, avevo sconfitto le mie paure, avevo abbattuto tutti gli ostacoli, avevo zittito tutti quanti, con ciò che amo fare, suonare».

D: I tuoi punti di riferimento musicali?
R:«Ludovico Einaudi e Yiruma, ma in primis Chopin, i suoi notturni mi emozionano a tal punto da piangere».

D: In che modo la realtà che ci circonda ispira le tue composizioni?
R:«Io compongo la maggior parte dei casi, quando sono triste è ho bisogno di chiudermi in una bolla di sapone piena di luce e di colori, che di conseguenza mi fa stare meglio, in casi frequenti compongo quando sono impotente davanti alla cattiveria della gente, quando sono io contro tutti e contro tutti con me nessuno, e allora parlo con lui, con il mio migliore amico che mi ascolta e mi sorregge da tutti i mali, mi protegge, mi fa sognare e mi fa ricordare».

D: Una ballata di pianoforte può essere rock?
R:«Assolutamente si, dipende da come la si interpreta e da come la si riesce a far variare».

D: Cos'è la musica classica oggi?
R:«Adesso è molto presa sottogamba, ma chi né capisce un po’ di più la apprezza e ne trae fondamenta per la propria formazione musicale e professionale».

D: Qual'è la tua max aspirazione?
R:«Diventare compositrice di musiche da film».

D: la tua musica da film preferita?

R:« Una di Yiruma “river flows in you” la canzone che mi ha portato fortuna».
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1 commenti :

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