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giovedì 3 ottobre 2019

La Voce Grossa di…Chiara D’Amico(intervista):«La musica neomelodica nel mio destino…il mio nome ispirato da una canzone di Nino D’Angelo»


Nicola Ricchitelli - L’ospite di quest’oggi arriva dalla Germania – da Offenbach per la precisione - ma ha il cuore italiano, un cuore capace di regalare emozioni attraverso la sua musica.
Ospitiamo quest’oggi sulle pagine de La Voce Grossa, la voce di Chiara D’Amico, e con le sue parole capire la sua musica e la sua arte.

Innanzitutto Chiara benvenuta nel nostro spazio, innanzitutto permettimi di chiederti che ci fai da quelle parti? J
R:« Ciao, innanzitutto per avermi scelto per la vostra intervista. Mi chiamo Chiara D'Amico, ho 18 anni compiuti ad aprile di quest’anno, sono nata e cresciuta a Offenbach in Germania da genitori Siciliani, mio padre è di Trapani e mia madre viene dalla provincia Catania».

Come nasce il tuo amore per la musica neomelodica?
R:« L’amore per la musica neomelodica nasce da piccola, mia madre ha sempre ascoltato musica neomelodica, pensa che il mio nome mi è stato dato su ispirazione da una canzone di Nino D’Angelo -   Chiara - che i miei amano, una canzone che mi dedicavano sin da quando mia madre era incinta di 4 mesi, quando hanno saputo che avrebbero avuto una femminuccia. Così mi sono ritrovata dall’età di sei anni a cantare anch’io canzoni neomelodiche».



Quanto coraggio ci vuole per scegliere una strada come quella della musica neomelodica bistrattata un po’ da tutti?
R:« Credo che non c’è nulla di male nel cantare la canzone neomelodica anche se non è ben ascoltata e vista da tutti. Io amo questa musica e credo che sia il miglior modo per esprimere ciò che si sente, non mi pongo problemi nell’interpretarla, mi piace, è la mia passione e voglio farne un mio lavoro».

Quali gli argomenti che ami cantare nelle tue canzoni?
R:« A me piace cantare l’amore e la musica neomelodica è il modo migliore per farlo».


Cosa dicono di te le canzoni che canti?
R:« Le mie canzoni esprimono ciò che sento, quello che mi sta a cuore come ad esempio “Nun me puo tratt accussi”, dove racconto la mia la mia piccola storia risalente all’età di 16 anni. Voglio trasmettere a tutte le ragazze e a tutte le donne il messaggio che nessun uomo o ragazzo deve essere messo nelle condizioni di farci stare male. Amore significa essere amati e rispettati, non essere trattata male».



Soprattutto quanto c’è del tuo vissuto nelle tue canzoni?
R:«Madre Natura” è la mia prima canzone e credo essere la storia di tutti, la storia di quanto si incontra  una bella ragazza o ragazzo e arriva la prima cotta. Insomma mi piace cantare l’amore e le sue 1000 sfumature».

Hai conosciuto persone che si sono identificate nelle tue canzoni?
R:« Le mie canzoni possono definirsi una sorta di mie auto dediche in fondo. Molte ragazze mi mandano messaggi dove si immedesimano nelle mie canzoni, è ciò mi rende felice perché è ciò che voglio, arrivare non solo alle orecchie ma anche al cuore dalle persone…».

Importanti nel tuo percorso sono state le collaborazioni con i vari artisti neomelodici – Ivan Corso, Andrea Zeta, Benny G – insomma in che modo una collaborazione riesce ad accrescere il valore di una canzone?
R:« Come hai accennato tu sono orgogliosa delle persone con cui ho duettato, da Benny G e Ivan Corso.
Ma sono onorata di aver duettato sul  palco con Andrea Zeta, Francesco Daleo , Anthony, Daniele De Martino, Carmen Zarra e anche Rosario Miraggio che ho affiancato nella suo tour in Germania, grazie all’organizzatore Marco Pagano che crede in me».



Proprio l’ultimo video – ”S'arrubbate 'o core” – con il featuring di Benny G ha toccato le 900.000 visualizzazioni, quale la forza di questa canzone?
R:« Del mio duetto con la piccola Benny G sono strafelice, in soli 2 mesi abbiamo toccato le 900000 visualizzazioni, entrambe ci siamo divertite nel girare il video, e credo che si nota il fatto di come mi sentissi piccola proprio come Benny e Benny si sentiva grande come me, e stato un bel fondersi insieme, questa collaborazione credo che rimarrà in assoluto la mia preferita».



Chiara quale futuro speri per la tua musica e per la tua arte?
R:« Dal futuro mi aspetto appunto di far diventare questa mia passione in una professione. Appena diciottenne sono riuscita a cantare in America, è stato un sogno, pian piano spero di arrivare di riuscire a realizzare questo obiettivo, anche grazie alle  persone che credono in me e che mi stanno vicino, in primis mia madre e mio padre, perché a loro devo tutto».


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