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Auguri Adriano Celentano. Era il 1979 e un temporale impedì il concerto del molleggiato qui a Barletta


Era il 1979, Barletta era amministrata da una colazione di centrosinistra – PSI/PCI – sindaco era Franco Borgia – futuro parlamentare eletto deputato nel 1992 nella XI legislatura – che messa addosso la fascia tricolore nel dicembre del 1978 vi rimarrà in carica fino al giugno del 1980, di lì in poi seguiranno quasi quindici anni di amministrazioni di centrodestra che si interromperanno solo nel 1994 nella prima elezione diretta del sindaco vinta da Raffaele Fiore appoggiato da una coalizione di centrosinistra.

Era il 1979, il Barletta Calcio capitanato da Paolo Cariati e del presidente Francesco Francavilla chiude al quindicesimo posto il campionato di serie C1 – girone B - retrocedendo di fatti in serie C2 – per differenza reti - dopo un estenuante duello all’ultimo goal con i sardi della Turris.

Era il 1979 e il caffè si prendeva al Caffè Marzocca oppure al Caffè Rizzitelli su corso Garibaldi, erano gli anni della “febbre del sabato sera” e Barletta ballava al Bla Bla, all’Occhio, al New York New York, al Cheznous oppure al Blanc et Noir.

Era il 1979, e la festa dei Santi Patroni rischiò di finire in tragedia per lo scoppio di una bombola di gas di un venditore di palloncini, la gente che assisteva al passaggio di San Ruggiero e della Madonna dello Sterpeto nei pressi di Palazzo di città, udito lo scoppio pensò ad un attentato, si creò un fuggi generale che causò qualche ferito nonché qualche svenimento, ai poveri portatori non vi restò altra scelta che rimanere lì immobili a difendere l’incolumità in primis dei Santi Patroni e quindi la propria.              

Era il 1979, e Adriano Celentano - 33 giri più e 33 giri meno - incide il ventesimo album, “Soli”, è appunto il famoso brano scritto con Toto Cutugno a dare il titolo al nuovo disco ed il Molleggiato è tornato a fare concerti dal vivo a distanza di due anni, sarà una tournee da record con 50.000 tagliandi staccati allo stadio di Rimini, 45.000 al “Comunale” di Torino e 65.000 al “San Paolo” di Napoli. Sarà l’ultima tournee prima di uno lungo stop che si concluderà solo nel 1994 quando l’artista milanese riprenderà a fare concerti dal vivo dando il là ad un tour europeo. Quella di Barletta doveva essere l’ultima tappa pugliese, era l’agosto del 1979 e Adriano Celentano si trova in un albergo di Barletta, avrebbe dovuto tenere un concerto proprio nella città della Disfida, peccato che poche ore prima dell’inizio del concerto un violento temporale manda in frantumi il sogno di 8000 fans del Molleggiato che aspettavano di vivere una serata storica da raccontare ai posteri. Il maltempo di quel caldo agosto del 1979 provocò al cantante un danno di quasi 150 milioni di vecchie lire – andarono distrutti il parco luce, gli impianti di strumentazione e amplificazione elettronica - che costringono di fatto al Molleggiato ad annullare la data barlettana. A nulla valsero le proteste dei tanti giovanissimi che avevano fatto enormi sacrifici per quel biglietto, così come a nulla servì lo scarno comunicato fatto diramare dal responsabile della produzione spettacoli del Clan, Luigi Canzi:« Celentano è rimasto per tutta la notte a Barletta ed avrebbe replicato volentieri se il danno non fosse stato così rilevante e irrimediabile. Abbiamo cercato in ogni modo di sostituire gli strumenti per allestire comunque la serata, ma non ci è stato possibile. A causa di precedenti impegni contrattuali, Adriano è dovuto ripartire subito per Martina di Massa da dove continuerà il suo giro solo se i tecnici riusciranno a trovare a Roma il materiale per rimpiazzare quello distrutto».                

La produzione parlò di un rinvio al 18 e 21 agosto di quell’anno ma di fatto il concerto fu annullato a tutti gli effetti mancando di scrivere una pagina che sarebbe stata storica per la nostra città che si sarebbe negli anni inorgoglita di aver ospitato uno dei più grandi artisti della musica italiana.

Ad ogni modo buon compleanno Adriano…

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