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Barletta, erano gli anni 90, e i bambini barlettani tra le figurine Panini cercavano la figurina di Pietro Parente


Nicola Ricchitelli – Cercavamo quel nostro pezzo di Barletta tra le figurine di Roberto Baggio e di Ronaldo il fenomeno, ma anche Zinedine Zidane e Alex Del Piero, di Roberto Mancini e Alessandro Nesta, di Weah e Maldini, di Chiesa e Crespo, Rui Costa e Batistuta, tra Francesco Totti, Vincenzo Montella, Beppe Signori, Bierhoff e Marcio Amoroso. A quei tempi non sapevamo ancora chi sarebbero diventati poi quel tal Zambrotta che indossava la maglia del Bari e quel tal Andrea Pirlo con addosso la maglia del Brescia, c’erano giovani di belle speranze come Aimo Diana e Cristiano Doni, Massimo Ambrosini e Francesco Coco, ma l’elenco sarebbe lungo nel ricordare una serie A così.

Negli anni 90 non c’era angolo di strada in cui non si giocasse alle figurine, le mitiche figurine Panini per la precisione, da Eraclio fino ai quartieri Sette Frati, si scambiavano quelle mancanti, si era alla ricerca di quelle dei grandi campioni, si cercavano gli scudetti, ma soprattutto con un pizzico di orgoglio ci compiacevamo quando strappando il famoso pacchetto di colore blu, tra le sei figurine usciva quella del giocatore barlettano Pietro Parente.

Classe 1971, ha vestito le maglie di 25 squadre e segnato più di 50 goal tra serie A, serie B e campionati minori vari, indossando tra le altre le maglie di Bari, Lecce, Reggiana, Torino, Genoa, Livorno, Venezia, ma soprattutto Ancona – dove visse i suoi anni migliori – fino al vagabondare tra i campionati minori dove indossò la maglia della sua Barletta ma anche Martina, Taranto, Monopoli, Manduria e via fino alla Rubierese – società Emiliana - dove pare avesse chiuso la sua carriera nel 2015 alla bellezza degli oltre 40 anni passati.

Vanta addirittura una presenza nella nazionale under 18 (Grecia-Italia 1-0) ai tempi in cui militava nel Settore Giovanile del Bari, e due partite nel luglio 1991 nella XI edizione dei Giochi del Mediterraneo svoltasi ad Atene in Grecia, e nel settembre dello stesso anno ha disputato l'unica partita nell'Under-21 giocata in Svezia (2-2 il risultato finale).

Fu allenato niente che poco di meno che da Luciano Spalletti ai tempi dell’Ancona:« Io come Totti, Spalletti ce l'aveva con me. Ma mi pensa ancora…» disse a proposito del suo rapporto con l’allenatore toscano ai tempi dell’Ancona, in una intervista alla Gazzetta dello Sport , ma anche da Eugenio Fascetti, Giuseppe Materazzi, dal campione del mondo Marco Tardelli – con cui conquistò una promozione in serie B con il Como – e quindi da un certo Mircea Lucescu e Francesco Oddo alla Reggiana, da Emiliano Mondonico al Torino solo per citarne alcuni.

Giocò con gente del calibro di Igor Protti e Kennetth Andersson – protagonista ai mondiali americani del 1994 con uno storico 4° posto con la sua Svezia – ma anche con Filippo Galli e Cristiano Zanetti, con quel tal Fernando De Napoli che vinse quasi tutto con il Napoli di Maradona e che indossò la maglia della nazionale italiana ai mondiali del 1986 e nelle notti magiche di “Italia 90”, ma anche con Lorenzo Minotti e Gianluigi Lentini ai tempi del Torino, ma soprattutto giocò nella serie A delle sette sorelle contro Roberto Baggio e Alessandro Del Piero, contro Beppe Signori e Gabriel Battistuta, e in quella serie B che vantava nomi del calibro di David Di Michele, Sandro Tovalieri e Felice Centofanti, di Stefan Schwoch e Eugenio Corini, di Marco Ferrante e Mohamed Kallon e Pierre Wome.

Giocò contro quel tal Jaap Stam in un Lazio - Ancona nella stagione 2003/2004, di quella partita si ricorda ancora oggi un incontro troppo ravvicinato tra il giocatore olandese e il giocatore barlettano.


C’è ancora il calcio nella vita dell’ex calciatore barlettano, infatti appesi gli scarpini al chiodo, ha fondato qualche anno la La Parente Scouting Srl avente sede a Reggio Emilia. La mission della società, fondata dall'ex calciatore Pietro Parente, è la ricerca di giovani e talentuosi calciatori da far crescere e valorizzare ai massimi livelli.
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