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Barletta, il 27 aprile del 1997 nel porto arriva la Miki Mediteran con 571 immigrati albanesi

Foto di Calvaresi/Fonte Gazzetta del Mezzogiorno
Nicola Ricchitelli – Siamo in una normale e ordinaria domenica di primavera di aprile, maggio è quasi alle porte, il caldo c’è e si inizia già a far sentire.

È l’aprile del 1997, tempo un mese e il dott.Ruggiero Dimiccoli – 10 giugno – rassegnerà le dimissioni dalla carica di sindaco dopo poco più di un anno, il Barletta Calcio chiuderà con un anonimo sesto posto il campionato di Eccellenza Pugliese, rimandando alla stagione successiva la tanto quanto agognata promozione in serie D , mentre all’Amatori tennis club “R.Lattanzio” – al km 12 di via Canosa - una giovane quindicenne brindisina tal Pennetta vincerà il primo Trofeo degli Ulivi.

Nel teatro “G.Curci” si ricorderanno i concerti di Fabio Concato, e un concerto per i suoi 50 anni di carriera del cantante barlettano Nino D’Adamo, erano gli anni in cui l’attore barlettano Tonino Acconciaioco portava in scena con diverse repliche la commedia in lingua barlettana «Megghie povridd». Insomma era una Barletta in cui c’era molto da divertirsi…

Ma torniamo a quella domenica dell’aprile del 1997, giorno in cui il ricordo va diritto dinanzi al faro del vecchio molo di levante, il vecchio trabucco è ancora in piedi, e in molti hanno giù preso d’assalto quello che per molti barlettani è semplicemente “il braccio” per i primi bagni e per le prime abbronzature. Mezzogiorno è passato già da un bel po’ e quello che si scorge in lontananza in molti faticano a capirlo, fino al punto che quella grossa nave – era la Miki Mediteran - pian piano si manifesta dinanzi ai tanti presenti lì in quel momento. Fun ben poca cosa rispetto alle immagini di pochi anni prima della Vlora di Bari – 20.000 immigrati – e all’arrivo dei 27.000 albanesi di Brindisi nel marzo del 1991, ma quei 571 albanesi – 362 uomini, 74 donne e 135 bambini – salpati il giorno prima dalla città albanese di Scutari, fecero toccare con mano alla nostra città il dramma dell’immigrazione, un dramma abituati a vedere fino a quel momento solo in televisione e che credevano riguardasse solo la vicina Bari.
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