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SERENA: "Streetlights" è il nuovo intenso singolo dalle sonorità deep dark indie della cantautrice italo-londinese


“But you will never know, how it feels to be like one of those big bright supermarket’s window at night: empty inside, but shiny out front” - “Ma tu non saprai mai come ci si sente ad essere come le vetrine dei supermarket la notte, scintillanti sul davanti, ma vuote e buie dentro”. 

Un amore tossico, un desiderio impossibile da realizzare e un groviglio di emozioni che ti tiene legato, senza concederti la persona amata nè darti la chance di volerti abbastanza bene da slegarti da quegli stessi lacci emotivi ed essere libera. 

«Per un anno e mezzo sono stata follemente innamorata di qualcuno non disponibile. Era nel mio gruppo di amici quindi era inevitabile vederlo ogni giorno o ogni volta che si usciva. Molte notti sono tornata a casa da una festa da sola, piangendo per strada, sotto la luce dei lampioni, desiderando che fosse successo qualcosa tra di noi. Avevo così poco amore per me stessa che pensavo di meritare l'amore di qualcuno così annoiato della sua stessa relazione che voleva solo attenzioni da parte mia». Serena 

C’è tutto questo in “Streetlights”, un brano che ha nelle sonorità una batteria incessante come in “Wondering Star” dei Portishead, a indicare chi continua imperterrito nella sua strada, e la profonda intimità e spiazzante sincerità del testo che può ricordare “Liability” di Lorde. A questo si aggiunge la poesia e lo spoken word, amato dall’autrice, ma mai abusato, relegandolo al ruolo della coscienza. Le parole che subentrano non sono altro che i nostri pensieri più profondi che ci parlano. 

Scritta e prodotta nel 2017, “Streetlights” è stata realizzata nella versione attuale in collaborazione con il producer Sean Frost (Edinburgo, UK) registrata a inizio 2020, nel suo studio di West London.


Il brano è contenuto nell’Ep “Welcome to Wasteland” con quattro tracce in cui "Waste-Land”, è il mondo di opportunità perse in “Streetlights”, quel territorio in cui ci si maledice tornando a casa la sera, riversando lacrime su lacrime sul perché quella serata appena trascorsa non sia andata come immaginavamo. 

"Waste-Land" è il pianeta inquinato in cui viviamo, con gli oceani coperti per metà dai nostri rifiuti come denunciato nella prima traccia “Wild Lavender”.

Ophelia” è la rappresentazione della depressione, quando l'unica cosa che si può fare è sperare di essere portati via dalla tempesta di vento, volare alto nel cielo e non tornare mai più 

Mind the Gap” è nei fatti l’introduzione di Streetlights. Nata durante le performance live come momento di gioco e sperimentazione con i suoni campionati della metro di Londra è rimasta come traccia a parte nell’Ep, un sorta di intervallo strumentale prima del gran finale.

«Per molto tempo sentivo di aver scritto questo gruppo di brani inevitabilmente legati tra loro, ma non sapevo come sintetizzare questo rapporto. Poi un giorno capii, quelle canzoni così diverse tra loro, avevano come filo conduttore  la sperimentazione e la ricerca, di un suono ma anche di se stessi. Sono il dolore, la gioia, l’avventura, la paura di avere vent’anni e seguire i propri sogni mentre si cerca di diventare la persona che si è sempre voluto essere». Serena

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