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"Reykjavik" è il singolo d’esordio dei Selflore - Accettare il gelo di una perdita


Reykjavik
, singolo d’esordio del progetto Selflore, è una sfuriata vulnerabile e dolente con cui la band milanese cerca le coordinate della propria identità, a cavallo fra un sfogo hardcore punk e l’inseguimento di una melodia più pop.

Reykjavik, gelida capitale dello stato Islandese, per la band rappresenta un punto non preciso cristallizzato nei pressi del Circolo Polare Artico in cui sono nascoste, come in un Iceberg creatosi nel tempo, domande rivolte a una persona che non può rispondere. Un brano incentrato sull’accettazione di una perdita ma soprattutto sull’accettazione di quello che resta, al di sotto e al di sopra di quel sottile strato di ghiaccio che è la quotidianità.

Nel video ufficiale una festa invernale ed un concerto assordante vengono organizzati accanto allo specchio d’acqua di un lago silenzioso e immobile. Protagonista del corto un ragazzo diviso tra l’accettazione di un lutto e il suo dialogo con l’impersonificazione (sempre fuori campo) della sua ansia. Sarà soltanto l’incontro con una ragazza con il suo stesso sguardo senza profondità che gli permetterà di trovare comprensione e consolazione.

In una forma di narrazione atipica questo secondo personaggio sarà protagonista del video dedicato al prossimo singolo in uscita nei mesi a venire: una sorta di prequel che confluirà sempre in quel concerto vista lago, palcoscenico di spensieratezza e incomprensioni.
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