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"Pop Notturno" è l'album d'esordio di Tommaso La Notte


Auand Records presenta Pop Notturno, album di esordio del giovanissimo songwriter pugliese Tommaso La Notte disponibile su tutti gli stores digitali con distribuzione di Pirames International.

“Pop notturno” nasce tra l’autunno del 2018 e la fine dell’estate del 2019. È una nascita inconsapevole poiché, dopo aver scritto i singoli che sono confluiti nel primo Ep di Tommaso La Notte “Nostalgia”, il giovane cantautore continua a scrivere canzoni senza una precisa idea di fondo, bensì lasciandosi ispirare dai propri moti interiori e dalle vicende che accadevano in quei mesi. Quando a ottobre del 2019 torna nello studio di registrazione Four Walls di Alex Grasso, ha in mano una quindicina di canzoni. Prima di cominciare con le registrazioni sceglie le otto canzoni che costituiranno l’ossatura di “Pop Notturno”. Ciò che gli fa scegliere le otto canzoni è un insieme di elementi che rendono il progetto (ancora senza nome) coerente: l’essere state scritte di notte, avere la notte come filo rosso ed essere state ispirate dagli stessi eventi (un viaggio e una storia finita). Dopo quasi un anno di registrazione e una pandemia globale nel mezzo, avviene l’incontro con il produttore esecutivo del progetto: Marco Valente, nome storico della discografia pugliese, capo dell’etichetta discografica Auand. L’incontro con Marco Valente porta a rivedere le canzoni attraverso la collaborazione con Molla, cantautore e produttore pugliese, che firma la co-produzione dell’album.

“Pop notturno” è un nome che gravitava intorno al progetto da qualche tempo prima della fine delle registrazioni, in quanto sintesi perfetta dello spirito dell’album, ma è un nome che è stato scelto definitivamente (insieme ai titoli definitivi delle canzoni) nell’estate del 2020 insieme ad Irene Caccavo, dopo alcuni giorni di lavoro sulle canzoni, di ascolto e di rilettura dei testi.
Gli elementi che rendono “Pop notturno” una narrazione unica e coerente sono la notte, l’amore finito, il ricordo di questo amore e la propria stanza. L’idea di fondo è un’immagine ben precisa (nonché la situazione in cui le canzoni sono state scritte): essere di notte da soli nella propria stanza e ricordare momenti passati che ci hanno fatto stare bene. In questa circostanza di solitudine e silenzio, con le auto che passano per strada e i cui rumori sono attutiti dalle finestre chiuse, la scrittura si imponeva come un momento sacro di nostalgia, di metabolizzazione poetica di un passato che per necessità doveva essere superato e che è stato superato proprio grazie alla musica, proprio grazie alle canzoni. Allora cosa lega chi scrive e chi ascolta? Il processo catartico che ha investito il cantautore quando ha scritto le canzoni è sullo stesso piano del processo catartico di chi ascolta quelle canzoni: è il ritrovarsi in stanza di notte, dopo una giornata intera a rincorrere impegni e a far volare il tempo, con in mente mille pensieri, una nostalgia opprimente nel petto e nelle cuffie “Pop notturno”, per superare i propri malumori, le proprie angosce, la propria malinconia, ascoltando un progetto artistico che è il frutto di quegli stessi malumori, angosce e malinconia. “Pop notturno” si prospetta quindi come un ritrovarsi nelle stesse nostalgie attraverso l’arte, attraverso la musica e i testi.
Sebbene la fruizione di questo progetto possa essere varia e molteplice, questo è un album pensato per fare da contraccolpo al senso di niente che spesso ci ritroviamo tra le mani.
In quest’ottica è più semplice comprendere la malinconia dei testi, il senso opprimente dello scorrere del tempo, la scenografia decadente degli oggetti della vita quotidiana, l’abbandono e la fuga nella letteratura come mezzo per allontanarsi da una realtà che non si riesce ad apprezzare.
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