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Antonio Di Cuonzo(intervista):« Chi ama la politica e chi ama la città in cui è nato e vive non guarda mai da spettatore una campagna elettorale»


Nicola Ricchitelli – La voce di quest’oggi è in realtà una voce fuoricampo di queste amministrative, una voce che si fatta altresì sempre sentire nell'arco degli ultimi anni:«…”le battaglie”, se così vogliamo definirle, si fanno per passione, amore della città, della civiltà e della comunità nella quale si vive, prescindono da una eventuale candidatura e non si fanno per un tornaconto personale…».

Lui è il coordinatore cittadino di Forza Italia Giovani di Barletta, Antonio Di Cuonzo, e abbiamo approfittato della sua disponibilità per fare alcune domande.

Dott.Di Cuonzo, innanzitutto le do il benvenuto sulle pagine del nostro giornale, come sta?
R:«Bene, grazie. un saluto, innanzitutto, a lei ed ai lettori».

Sta vivendo questa campagna elettorale come spettatore in qualche modo, quale la sua opinione su ciò che vede in questa propaganda fatta di promesse?
R:«Chi ama la politica, chi se ne interessa da giovanissimo e chi ama la città in cui è nato ed in cui vive, a prescindere, non guarda mai da spettatore una campagna elettorale o a qualsiasi altro “evento” che interessi la città. Diciamo che, almeno per questa volta, non la vivo da “attore protagonista” in quanto non sono candidato, questo sì. Ma, comunque, il mio apporto lo darò a due persone (uomo/donna) che stimo, che ritengo competenti e che credo possano produrre qualcosa di utile per questa città e per questa politica. Riguardo quella che definisce “propaganda fatta di promesse” non mi esprimo. I cittadini sanno chi promette invano e chi, anche non promettendo, si muove per la città ed ha a cuore la città. bene, spero quindi che sappiano scegliere, spinti da una chiara visione di città il prossimo 12 giugno».

Soprattutto quale la qualità dei candidati sparsi qua e là tra i vari schieramenti?
R:«Non sono di certo io a dover giudicare coloro i quali si sono candidati. Spero che, da tutte le parti, chi abbia scelto di metterci la faccia l’abbia fatto con decisione, coerenza, conoscenza del territorio, della politica e voglia di far bene per la città. Altro fattore importante e che mi auguro abbia spinto tanta gente a candidarsi è l’interesse per la città mostrato negli anni precedenti, perché la campagna elettorale, a mio modestissimo parere, dura 365 giorni l’anno per 5 anni e così via, non può ne deve durare uno/due mesi prima delle elezioni, quella, per quanto mi riguarda, è solo squallida propaganda condita da un pizzico di sterile soddisfazione nel vedere la propria faccia con il proprio nome sparsi qua e la per la città. Se ci sono tutte le premesse innanzi elencate, non posso che fare i complimenti a chi ha accettato la sfida candidandosi».

Si parla tanto e di tutto, vi è un argomento di cui si parla troppo poco?
R:«Io credo invece che si parli troppo, di tutto. Soprattutto in campagna elettorale. Mi piacerebbe che dei problemi della città, le stesse persone che oggi in tv e sui palchi fanno proclama, ne parlassero il giorno successivo a quello delle elezioni e per i 5 anni successivi, con la stessa forza e determinazione di quando chiedevano il consenso agli elettori perorando certe cause e problematiche».

In tanti si aspettavano la sua candidatura dopo anni di battaglie, quali le motivazioni di questo passo indietro?
R:« “Le battaglie”, se così vogliamo definirle, si fanno per passione, amore della città, della civiltà e della comunità nella quale si vive, prescindono da una eventuale candidatura e non si fanno per un tornaconto personale, quindi, non lo reputo un passo indietro, è stata una scelta maturata mesi fa, ponderata e della quale non mi pento sicuro che, in ogni caso, tornerò a candidarmi quando mi sentirò coinvolto al 100% emotivamente. La politica per me si fa ancora con il cuore oltre che con la testa, per tale ragione continuerò ad occuparmi ed interessarmi della politica del territorio e delle persone che lo vivono, a prescindere dalla non candidatura e per gli anni che verranno».

Dott.Di Cuonzo, secondo lei che significa per un giovane oggi vivere e sognare un futuro nella città di Barletta?
R:«Significa essere ambizioso, significa sognare per se stesso, per i propri amici, per la propria terra ed un domani anche per i propri figli. Barletta ha potenzialità enormi, la Puglia ha potenzialità enormi, non è una frase fatta questa. Bisogna trovare il modo di sfruttare e valorizzare il territorio e, chiaramente, gli uomini e le donne di questa terra meravigliosa».

In cosa la politica ha fallito negli ultimi anni?
R:«Credo che la politica sia lo specchio della società, fallisce se i cittadini vogliono che fallisca…perché? Perché il potere della matita è quello più forte di ogni prevaricazione e di ogni mala politica di sorta. Se i cittadini credono che la politica passata abbia fallito, guardino la precedente assise consiliare e valutino chi merita nuovamente la preferenza nelle urne e chi no. Perché sia ben chiaro, un sindaco, da solo, ha le mani legate, e a mandarlo a casa non è la città ma i consiglieri ai quali non va più a genio per questo o quel motivo».

Cosa può dare Mino Cannito a questa città e soprattutto cosa ha lasciato nei tre anni in cui ha indossato la fascia tricolore?
R:«Mino Cannito è un professionista, un medico ed una persona che fa politica sin da giovane, già per questo merita rispetto. Ne ho condannato in passato, e non lo rinnegherò mai, l’aver unito persone di troppo variegate provenienze politiche. Questa volta, invece, mi è piaciuta la composizione di coalizione e liste, credo possa avere, in caso di elezione, stabilità amministrativa. Ha lasciato cantieri, ha lasciato il segno delle famose “estati barlettane” ritrovate, ha lasciato i conti in ordine, ha amministrato in un momento difficile e delicatissimo come quello della pandemia. Con una squadra seria e coesa, per il futuro, consigliandosi e dando fiducia a persone che hanno a cuore Barletta e non se stessi, credo possa continuare con dignità il lavoro già iniziato».

Che Barletta sogna di vedere nei prossimi anni?
R:«Una Barletta che sappia sfruttare il proprio territorio, le proprie potenzialità, una Barletta che faccia della politica un’opportunità e non un cancro, e per far questo, oltre a politici seri, ci vogliono cittadini che votino con la testa e con il cuore. ecco, questo è il mio appello: per una Barletta migliore, votate con coscienza! Il futuro della città, passa anche dalle prossime elezioni».
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