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Musica da gaming. Numeri e segreti di un pilastro moderno


Per capire il successo della musica legata ai videogame basta fare un esperimento: aprire YouTube, scrivere il nome di un gioco e farlo seguire da “soundtrack”. Noi abbiamo provato con Fifa, storico titolo legato al calcio che vanta una lunga storia d’amore con generazioni e generazioni di appassionati. Risultato? Video da oltre 1 milioni di visualizzazioni, playlist dedicate, tracce storiche e centinaia di commenti.

Il rapporto tra musica e gioco, ormai, è sotto gli occhi di tutti e sono tanti i gruppi musicali, i compositori o gli artisti che hanno legato il loro nome o il loro successo a quello di un videogame. Basti pensare a Song 2 del gruppo britannico dei Blur. Oltre 50 mila copie vendute in Italia, più di 35 mila in Australia, Disco di Platino anche nel Regno Unito, dove le vendite hanno invece superato quota 1 milione. Il tutto anche grazie al fatto che il brano fosse colonna sonora di Fifa 1998: Road to World Cup.

Che il ritmo e i suoni siano dietro il successo di un gioco lo dimostra anche l’esperienza della Platipus Gaming, azienda attiva proprio nello sviluppo di slot e casinò. Come si legge in questa intervista, il CMO della software house, Vladyslav Garanko, ha parlato degli ingredienti fondamentali per una slot ideale: “Immagini, suoni, matematica, storie. In quest’ordine – ha spiegato - La promessa di Platipus è che ogni utente può trovare all'interno del nostro palinsesto un gioco che lo soddisfi. Che si tratti di giocatori assidui, cercatori di bonus o di giocatori occasionali, ci sono titoli per tutti i gusti. Tutti questi aspetti e la nostra collaborazione con alcuni dei più famosi streamer, naturalmente”.

La musica, insomma, gioca un ruolo di primo piano nel successo di un titolo. Lo devono saper bene alla Naughty Dog, casa produttrice che per il suo “The Last of Us” ha scelto un Premio Oscar del calibro di Gustavo Santaolalla per scrivere la sua colonna sonora, tra le migliori degli ultimi 10 anni. Premi e riconoscimenti di cui ha fatto incetta anche Christopher Chiyam Tin che per il videogame “Civilization IV” ha vinto nel 2011 il primo Grammy Award per una traccia da videogame. Un vero e proprio pezzo di storia della musica ma anche dell’intrattenimento, per un rapporto, quello tra suono e gioco, che non conosce veramente tramonto. E che dai tempi di SuperMario Bros a oggi ha cambiato volto numerose volte.
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