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La Voce Grossa di…Sara Mendicino (intervista): «..raccontare il calcio dagli stadi è qualcosa di speciale…»


Nicola Ricchitelli - Sulle pagine del nostro giornale quest’oggi, una voce che sta conquistando il panorama mediatico e sportivo italiano, capace di unire con naturalezza il mondo della moda, dell'imprenditoria e della comunicazione calcistica. Modella di successo ed ex volto Vogue, è diventata un punto di riferimento per gli appassionati di calcio come social host e content creator. Dalle collaborazioni con Rai Sport e Sportitalia, fino alla partecipazione a importanti produzioni televisive internazionali per TLC e HBO Max, la sua carriera è in continua ascesa. In questa intervista esclusiva per La Voce Grossa, ci racconta il dietro le quinte del suo lavoro, la sua passione per il pallone e i suoi ambiziosi progetti futuri.

Sulle pagine de La Voce Grossa, Sara Mendicino.

Com'è nata la tua grande passione per il calcio e quando hai capito che volevi farne il tuo lavoro?
R: «La mia passione per il calcio nasce da quando ero bambina. In casa si respirava calcio ogni giorno e crescendo ho iniziato a viverlo non solo da tifosa, ma con una curiosità sempre più profonda verso tutto ciò che c’è dietro questo mondo: le emozioni, le storie, l’atmosfera degli stadi. Con il tempo ho capito che non volevo semplicemente seguire il calcio, ma raccontarlo. Ho iniziato sui social in modo spontaneo, cercando sempre di trasmettere autenticità e passione, e vedere che le persone apprezzavano il mio modo di comunicare mi ha fatto capire che questa poteva diventare davvero la mia strada».


Cosa si prova a raccontare da vicino l'atmosfera degli stadi per la Lega Serie B e qual è la piazza che ti ha emozionato di più?
R: «Raccontare il calcio dagli stadi è qualcosa di speciale, perché vive emozioni che da casa non si possono percepire fino in fondo. La Serie B ha un calore unico: ci sono piazze che vivono il calcio in modo viscerale e autentico. Sicuramente Catanzaro ha un posto speciale nel mio cuore. L’entusiasmo, la passione della gente e l’amore verso la squadra creano un’atmosfera difficile da spiegare a parole. Ogni volta è un’emozione forte».

Il tuo legame con il Catanzaro è fortissimo. Qual è il ricordo più bello che hai vissuto seguendo la squadra?
R: «Ci sono tanti momenti che porto nel cuore, ma il più bello è probabilmente quello legato al raggiungimento della finale playoff e all’entusiasmo incredibile che si respirava in città. Vedere un popolo intero unirsi attorno alla propria squadra è qualcosa che ti resta dentro. Catanzaro per me non è solo calcio, ma senso di appartenenza, emozione e condivisione».

Il tuo percorso unisce la moda e il giornalismo sportivo. Quali sfide hai dovuto superare per dimostrare la tua competenza in un mondo spesso ricco di pregiudizi?
R: «Purtroppo nel mondo del calcio esistono ancora molti pregiudizi, soprattutto verso le donne. A volte si tende ancora a giudicare più l’aspetto estetico che la preparazione. Io però ho sempre pensato che la competenza si costruisca con studio, sacrificio, esperienza e passione, non con il modo di vestirsi. Una donna può essere femminile, lavorare nella moda e allo stesso tempo essere credibile e preparata nel giornalismo sportivo. Credo che oggi sia importante normalizzare questa libertà, senza dover continuamente dimostrare il doppio rispetto agli altri».

Com'è stato passare dai format sportivi sui social a un reality show internazionale per canali come TLC e HBO Max?
R: «È stata un’esperienza enorme sia a livello professionale che personale. Passare dai contenuti social a una produzione internazionale targata Warner Bros è stato un salto molto importante, perché ti confronti con standard altissimi e con una visibilità completamente diversa, mondiale. Lavorare in un contesto del genere ti fa crescere tanto, ti insegna disciplina, adattabilità e ti fa capire quanto sia importante saper comunicare in linguaggi diversi senza perdere la propria autenticità. Per me è stato uno step fondamentale del mio percorso».

Hai una laurea in Economia e hai fondato il tuo brand di abbigliamento, ReSeca8. Quanto ti aiuta questa tua anima imprenditoriale nella gestione della tua carriera artistica?
R: «Mi aiuta tantissimo, perché oggi questo lavoro non richiede solo presenza davanti a una telecamera, ma anche visione e progettualità. Aver studiato Economia mi ha dato una mentalità molto organizzata e imprenditoriale che applico ogni giorno ai miei progetti. ReSeca8 è nato dalla mia passione per la moda, ma parallelamente ho già avviato anche Protecta, un progetto legato al mondo del calcio che realizza parastinchi personalizzati per calciatori, scuole calcio e società sportive. Mi piace creare qualcosa che rappresenti davvero il mio mondo e la mia identità, unendo creatività, sport e imprenditoria. Spero che sempre più realtà calcistiche possano conoscere questo progetto e magari iniziare collaborazioni importanti in futuro».

Conduzioni in TV e dirette su Twitch/Social (come OCW e ControCalcio). Quale di questi due linguaggi senti più tuo e perché?
R: «Sono due mondi molto diversi ma complementari. La TV ti dà il fascino della conduzione più istituzionale e strutturata, mentre Twitch e i social ti permettono un rapporto diretto e spontaneo con le persone. Probabilmente sui social riesco a mostrare una parte più naturale e immediata di me, ma mi piace molto anche la televisione perché richiede grande preparazione e capacità di gestione».


Negli ultimi anni lo spazio per le professioniste nel giornalismo sportivo è cresciuto molto. Quale consiglio daresti a una ragazza che vuole seguire le tue impronte?
R: «Le direi di non fermarsi mai all’immagine e di investire tantissimo nella propria preparazione. La passione è fondamentale, ma da sola non basta: bisogna studiare, informarsi e costruirsi competenze vere. Io stessa ho scelto di laurearmi e questo mi ha aiutata tantissimo a crescere, anche nel modo di analizzare e comunicare il calcio e dinamiche più complesse come il calciomercato o il mondo economico che gira attorno allo sport. Purtroppo i pregiudizi esistono ancora, soprattutto verso le donne, ma credo che oggi sia importante dimostrare che femminilità e competenza possono convivere perfettamente. Non bisogna mai sentirsi obbligate a rinunciare a sé stesse per essere considerate credibili».

Se guardi al tuo futuro professionale, qual è il "sogno nel cassetto" o il prossimo traguardo che desideri tagliare?
R: «Mi piacerebbe continuare a crescere nel mondo della televisione sportiva, magari arrivando a condurre format sempre più importanti legati al calcio. Allo stesso tempo vorrei continuare a costruire progetti miei, sia nel mondo della comunicazione che in quello imprenditoriale. Il mio obiettivo è creare un percorso solido, autentico e riconoscibile, senza smettere mai di divertirmi facendo ciò che amo».

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