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Il San Nicola trema, Bari si commuove: il ciclone Tiziano Ferro travolge la Puglia


Nicola Ricchitelli - Ci sono concerti che sono semplicemente spettacoli, perfetti ingranaggi di luci e suoni. E poi ci sono notti che si trasformano in rituali collettivi, in sedute di psicoterapia di massa dove il palco scompare e resta solo il cuore pulsante di un uomo a nudo davanti alla sua gente. La data dell'8 luglio allo Stadio San Nicola di Bari non è stata un concerto di Tiziano Ferro: è stata una promessa d’amore eterno scritta a quarantaquattromila voci.

Il San Nicola, un’astronave di cemento che per una notte è diventata una cattedrale di pura emozione, ha tremato fin dalle prime note. Tiziano è salito sul palco non come la popstar internazionale che riempie gli stadi da vent'anni, ma come un amico ferito, immenso nella sua fragilità, che cerca rifugio nell'abbraccio caldo e verace della Puglia. E la Puglia, terra che non sa amare a metà, lo ha adottato, sollevandolo di peso con un boato che ha squarciato il cielo estivo.

Un canzoniere di lacrime e riscattoIl viaggio musicale è stato una cavalcata sentimentale senza sosta. Quando le prime note di Sere nere e Ti scatterò una foto si sono levate nell'aria, lo stadio è diventato un unico, gigantesco coro. Non si sentiva più la voce del cantante, ma l'urlo liberatorio di un popolo che in quelle parole ha trovato, negli anni, la colonna sonora dei propri fallimenti e delle proprie rinascite.

Tiziano canta con le viscere, suda, si commuove, ringrazia con gli occhi lucidi. C'è un'onestà brutale nel suo modo di stare sul palco, una generosità rara che esplode quando scherza con una coppia di futuri sposi tra il pubblico: "Vi sposate? Non avete imparato niente da me?", dice ridendo della sua stessa vita, per poi chiosare con una dolcezza che toglie il fiato: "Vorrà dire che imparerò io da voi, perché non ho mai smesso di credere nell'amore". In quel preciso istante, la distanza tra la stella e il fan si è azzerata. Eravamo tutti lì, fragili e speranzosi, sotto lo stesso cielo.

Il brivido sacro del duetto con Serena BrancaleSe la scaletta era già un saggio di perfezione pop, il momento più alto, quello che rimarrà impresso nella storia di questo tour, ha avuto il nome e la voce della barese Serena Brancale. Quando Tiziano l'ha chiamata sul palco, il San Nicola è letteralmente esploso d'orgoglio. Il loro duetto su Non me lo so spiegare è stato un corpo a corpo vocale di rara intensità, ma è sulle note della cover di Anema e core che si è compiuto il miracolo. C’era qualcosa di sacro in quel momento: la fusione di due anime black, il rispetto profondo tra due artisti, l'omaggio a una terra che sa accogliere. Una performance da brividi veri, di quelle che non si dimenticano il giorno dopo, ma che ti porti dentro per anni.

La magia è una cosa semplice mentre le luci del San Nicola si spegnevano sulle note finali di un concerto monumentale, negli occhi del pubblico restava la certezza di aver vissuto un evento irripetibile. Tiziano Ferro a Bari ha dimostrato che, nonostante il dolore, le tempeste della vita e il tempo che passa, la musica ha ancora il potere terapeutico di guarire le ferite. Bari ha regalato a Tiziano il suo calore più puro; Tiziano ha restituito a Bari la sua anima. Una notte magica, immensa, semplicemente indimenticabile.


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