La testimonianza di Thomas:« non conta quello che si ha tra le gambe...»


Nicola Ricchitelli - Ora si chiama Thomas, dopo un cammino lungo sei anni, e dopo aver vissuto il dolore di vivere in un corpo che non si sentiva suo: « è come essere un contenitore di pop corn con all'interno della pasta», una metafora per spiegare il dolore vissuto prima di iniziare il percorso che lo ha portato ad essere quello che si presenta oggi ai nostri occhi.
D: Dunque Thom come vive la vita un transessuale qui dalle nostre zone?
R:«la vita di un transessuale, nel mio paese è molto complicata. Prima della transizione attiri gli sguardi di tutti con domande e sorrisetti beffardi. È maschio o è femmina? Quasi gridando per rendere ben chiaro e per farti sentire. Dopo il primo passo gli ormoni il vociare è minore ma comunque sei sotto i riflettori di tutti».
D: Spiegaci un pò le varie tappe del tuo percorso...
R:« il mio percorso è iniziato circa sei anni fa. Con la presa di coscienza di ciò che fossi realmente. È come essere un contenitore di pop corn con all'interno della pasta. Un controsenso. Sono stato da vari psicologi per capire affondo cosa ci fosse in me. Capito il problema di ragazzo transessuale ho iniziato la psicoterapia ed annessi test fatti a doc per escludere eventuali altre malattie psichiatriche e confermare il disturbo di disforia di genere. Con le perizie alla mano mi sono rivolto al Disem di Genova dove applicano il protocollo Wptah e ho iniziato la terapia. Con liste di attesa immense».
D: Per la nostra gente chi è un transessuale?
R:«Per la nostra gente un transessuale è: una prostituta, un depravato o un malato. Nel migliore dei casi non sanno manco cosa sia. Ovviamente nelle espressioni citate precedentemente si bada bene a tralasciare la sofferenza di un trans gender».
D: Come si vive in un corpo che non si sente proprio?
R:« si vive male. In una prigione. Come ti sentiresti tu, domani mattina a svegliarti nel corpo del sesso opposto? E viverci per tutta la vita? Se non si potesse transizionare? IO mi sparerei un colpo in testa».
D: La prima volta che tua madre e tuo padre ti hanno visto donna cosa hai e hanno provato?
R:«dolore credo e un misto di rabbia. Tutt'ora non si capacitano/comprendono é un duro colpo. Ogni giorno una lotta. Ma Io Sono più forte. Vado oltre loro».
D: E tu? La prima volta che ti sei vista uomocosa hai provato?
R:«felicita' immensa. Finalmente il fuori combacia per un 80% con quel che sono dentro. Farsi la barba vedere i muscoli crescere e la voce cambiare mi ha fatto scoppiare il cuore di gioia. Ora sono Io. Thomas».
D: E gli amici?
R:«amici? Del mondo etero... pochi sanno la mia situazione. C'è gente convinta che un pene faccia la differenza. Continuano la declinazione al femminile e questo mi pesa».
D: Dal punto di vista sentimentale come vivi la tua vita?
R:«con persone che non sanno del mio passato è facile. Con donne di vecchia conoscenza meglio evitare. Sempre femmina rimango».
D: Di solito le donne con cui ti approcci come vivono il tuo passato?
R:«bene. Vedono il mio lato interiore e non quelli che ho tra le gambe. LE PERSONE VANNO SELEZIONATE CON CURA».
D: Cosa ti aspetti dal futuro e cosa vorresti?
R:« ultimare il percorso. Operarmi al seno. SPOSARMI IN ITALIA E AVERE DEI FIGLI. ESSERE RICONOSCIUTO UOMO».




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