Ostuni. Rigenerazione urbana: il sindaco controbatte alle nuove accuse mosse dal Partito Democratico

OSTUNI (BR). Si accende nuovamente la discussione in merito al mancato finanziamento regionale per la Rigenerazione urbana della Città bianca. Questa volta sono i democratici ostunesi a incalzare l’amministrazione comunale, colpevole a loro dire di inerzia e di malafede nei confronti di chi in Regione ha stilato la graduatoria che colloca il Comune di Ostuni al 68° posto, su 83 progetti ammissibili al finanziamento. Immediata giunge la risposta del Primo cittadino, che respinge al mittente le accuse e spiega le difficoltà incontrate nel gestire un patrimonio che non è stato amministrato in maniera oculata e trasparente. 
"Vorrei ricordare che nell’individuazione dell’architetto Fuzio, a cui è stata poi affidata la redazione del piano di rigenerazione urbana per la città di Ostuni" dichiara Gianfranco Coppola "il Partito Democratico ha ampiamente contribuito. Architetto al quale, oltre al piano di rigenerazione urbana, è stato affidato l’incarico della redazione del Piano delle Coste e sulle cui indiscusse capacità professionali gli stessi democratici hanno, negli anni precedenti, riposto la massima fiducia. Questo perché lo stesso progetto è stato ideato a partire da un confronto comune, data la loro partecipazione al governo cittadino sino ad agosto dell’anno appena trascorso. Quindi sanno benissimo quali sono i contenuti del piano e quante sono state le difficoltà incontrate nella stesura dello stesso. Sono stupito dalle accuse che vengono rivolte al sottoscritto e all’amministrazione visto che i democratici sono stati al governo cittadino per oltre vent’anni, macchiandosi di numerose storture che hanno inevitabilmente compromesso la possibilità di procedere attualmente a una soddisfacente pianificazione strategica per la rigenerazione urbana. Mi riferisco alle stesse opere citate dai democratici in quella che ritengo sia semplicemente una sterile invettiva. La paventata restituzione dei 147mila euro per la ristrutturazione della Scuola dell’Infanzia di Viale Aldo Moro affonda le sue radici in una gestione dissennata che li ha visti protagonisti. I fatti risalgono a dieci anni fa, quando bisognava sollevare la struttura di un piano per consentire il trasferimento della Ludoteca comunale. Oggi il risultato è che la Ludoteca non esiste più, perché anche l’angusto spazio che occupava all’interno del chiostro della San Carlo Borromeo è stato destinato a una delle classi fatte sloggiare da una delle scuole più adatte ad ospitare alunni in tenera età. A questo si aggiunge una serie di scelte esecrabili, pensate nell’ottica personalistica di avvantaggiare una ristretta cerchia di cittadini, piuttosto che l’intera comunità. D’altro canto mi risulta che solo ultimamente, con la gestione del sottoscritto, sia stato avviato quel processo di riqualificazione che porterà al completamento delle tre palazzine inserite nel progetto 'Ostuni Città d’Arte' in Zona 167, del Porto di Villanova, dei bagni pubblici di largo Risorgimento. È attribuibile inoltre all’attuale amministrazione comunale la decisione di concedere l’autorizzazione per la realizzazione di quel resort di lusso che Masseria 'Le Taverne' si appresta a diventare e altri piccoli e grandi interventi mirati alla crescita economica e turistica della Città bianca. Ancora una volta non posso che constatare quanto inutile possa essere il contributo di un’opposizione che parla nello squallido tentativo di riscattare una posizione non esattamente edificante, screditando chi ha sempre agito in maniera trasparente e soprattutto nell’interesse esclusivo della collettività. Il loro personale riscatto dovrebbe partire a mio avviso con un sincero mea culpa per aver coamministrato male la cosa pubblica negli ultimi 20 anni, una responsabilità che non si sono assunti quando mi sostenevano in maggioranza, figuriamoci ora nel ruolo di opposizione!". 
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