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“90 Circolare Destra”, il nuovo singolo di IL CAIRO (Musica Distesa, distr. Peer Music Italy)


“90 Circolare Destra” il nuovo singolo di IL CAIRO.
 Un perfetto mix tra musica pop, musica urbana e afrobeat, dedicato alla Linea 90 di Milano, l’unica che, insieme alla 91, circonda la città.

 
“La 90” corre instancabile per 40 chilometri, portando il mondo intero attraverso le sue 65 fermate: traghetta pendolari, incursori e viaggiatori occasionali, studenti di prima, seconda e terza generazione. È fatto di attese, pensiline gelide, luci al neon e venditori di rose, ma anche risse, rapine e eventi inaspettati. É il vero custode delle molteplici sfaccettature della città.
 
Milanese, classe ’97, IL CAIRO ha esordito con i brani “San Siro” e “Posto di Blocco”, prodotti da Giuliano Dottori e distribuiti da Peer Music Italy, entrati da subito nelle playlist “Scuola Indie” di Spotify e “Top hits Italia” di Peer Music. “90 Circolare Destra” è il terzo singolo.
 
Link al brano a “90 Circolare Destra” su Spotify: https://spoti.fi/3dIG2ph
 
È al tempo stesso un’intuizione, una suggestione, una sensazione fortissima, incastrata tra mente e pancia. Nelle sue canzoni ci sono Milano, che gli ha dato i natali, le piante grasse, l’Esselunga e l’asfalto. Il suo è un pop mediterraneo, tagliente e attuale, insaporito da riferimenti portoricani e afrocubani. In “90 Circolare Destra”, come nelle periferie delle nostre città, i beat nascono, si incontrano e ballano tutti i ritmi del mondo.
 
IL CAIRO PARLA DI “90”
Vengo da un quartiere di Milano che si trova fuori dalla circonvallazione esterna, l’anello che circonda la città e che delimita la parte più centrale dalla periferia. Tutto il giorno e tutta la notte l’autobus 90 corre instancabile, portando con sé il mondo intero per tutta la città.
Da quando sono piccolo utilizzo questo mezzo per muovermi nella selva urbana. “90” vuole essere un omaggio a questo autobus, che spesso è oggetto di critiche e di cronaca, teatro di rapine, risse e degrado. Nella problematicità della periferia questo brano è un inno alla contaminazione, alla necessità di mescolarsi e perdersi per poi ritrovarsi nuovi. Un luogo dove la diversità può non essere un ostacolo ma solamente una ricchezza. Il finale del brano si trasforma in una grande festa fatta di sonorità da tutto il mondo, ritmi portoricani e afrocubani si confondono con una batteria afrobeat, mentre la tromba e la chitarra dialogano in lingue diverse. Gli strumenti sono fratelli e sorelle, noi siamo fratelli e sorelle.
Luca Zaliani
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