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Riflettori puntati su Anna Rigotti, influencer, brand ambassador e organizzatrice di eventi


Anna Rigotti è nata a Napoli, classe 1993, influencer e brand ambassador, dopo gli studi lavora come organizzatrice di serate - eventi tra Napoli e Milano - poi per gioco ha iniziato a pubblicare foto e sono arrivate le prime collaborazioni per shooting brand e spot advertising sintonizzando i social:«…alla gente piace ricevere consigli sui prodotti e vederli indossati, tra me e le persone che mi seguono si è creato un vero e proprio rapporto affettivo in cui si ha la possibilità di condividere le emozioni più intime. Ricevo tantissimi messaggi di affetto e questo mi fa aprire ancora di più il cuore. Sono davvero fortunata, perlopiù ho persone speciali che mi seguono ed è con loro che voglio interagire».


Quindi Anna prosegue:«…ho iniziato per gioco. Non sono la prima né l’ ultima e ce ne saranno... ancora. Ma quando penso a questa “categoria influencer” mi vengono in mente la super Chiara Ferragni, e soprattutto le bellissime sorelle Nasti della mia stessa terra. Dove tutt’ora vivo. Entrambe noi, condividiamo follemente quell’ amore smisurato per la moda, quella creatività che ti veste».

Credi che occorra dare spazio agli influencer?
R:«Certo che sì, l‘ Italia ne ha bisogno. È importante soprattutto per la strategia del “nostro mercato” altrimenti che fine farà il Made in Italy? Si tratta di rinnovare completamente la moda seguendo stilisti e creative di talento. La globalizzazione è una grande opportunità, ma abbiamo bisogno di fare anche piccoli passi nelle città italiane in modo che si sviluppi una predisposizione alla bellezza. Prendiamo la meraviglia di Alessandro Michele (Gucci), i viaggi ed il mercato non lo hanno affatto cambiato. È partito dalla periferia romana e dai “musei italiani” fino ad arrivare ai vertici del lusso».

Dove è possibile trovare l’ispirazione?
R:« L’ispirazione è nella quotidianità, nei valori liberi in cui uno crede. Penso anche fortemente che l’ ispirazione attraversi la solidarietà delle persone».

Sei felice in questo momento?
R:«Sì, molto. Sto vivendo una fase di crescita personale come donna e tengo molto a progetti di sensibilizzazione ad esempio come influisce su di noi l’“autostima”, prendercene cura per allenare lo sguardo è fondamentale soprattutto quando vesti i panni di una donna, bisogna dimostrare che non sei soltanto esteta, ma caparbia e responsabile altrimenti resta un solo vento favorevole...quello del maschilismo imperante decisivo nell’ interpretazione sociale».
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