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Barletta, quella volta che il quadro dello Sterpeto arrivò dal cielo in elicottero

Fonte: Gino Pastore

Nicola Ricchitelli - Prendi una anziana signora in una sera d’estate di qualche anno fa - “quenn a Madonne arruètt ch l’elicott’r” - seduta tra le vie del quartiere Santa Maria, un paio di articoli di giornale sopravvissuti e conservati nel tempo ed ecco che il ricordo è servito.

Succede così che in quel lontano 1964, l’allora Presidente della Commissione, Sabino Pastore, in collaborazione con il vice presidente Damiano Daddato, al cassiere Francesco Allegretti, al segretario Francesco Francavilla, ai consiglieri Generoso Sfregola, Vincenzo Paternelli, Salvatore Filannino, decidono di far arrivare dal cielo il Sacro quadro della Vergine dello Sterpeto.

Tanto accadde in un pomeriggio del 10 luglio del 1964, erano le ore 18 e le cronache del tempo narrarono quanto segue: «l’applauso fragoroso di diecimila barlettani e lo sventolio di altrettanti fazzoletti hanno salutato allo stadio comunale l’arrivo della Madonna dello Sterpeto in un elicottero dell’Aeronautica militare, pilotato dal mar.magg. Domenico Ferrari», così iniziava il pezzo dedicato all’evento pubblicato sulla Gazzetta del Mezzogiorno del 13 luglio del 1964.



Una storia data per fantasiosa, una storia che per molto tempo ha avuto più il contorno della legenda che della storica realtà, ma se è vero che tutto il mondo è paese, allora anche lì tra le vie del quartiere di Santa Maria  a Barletta succede che il detto “Vox populi, vox Dei” diventa più di un semplice detto o modo di dire.  

Immaginarselo quel giorno è difficile per davvero, lo “Stadio Comunale” citato dovrebbe essere l’attuale stadio “Lello Simeone”, succede allora, così come anticipato in un altro articolo - sempre sulla Gazzetta del Mezzogiorno - del 7 luglio del 1964: « i festeggiamenti assumeranno quest’anno particolare solennità, dal 10 al 15 luglio…Quest’anno alla maggiore solennità degli anni precedenti si aggiunge qualche originale e gradita novità. Quella maggiore è rappresentata dall’originale mezzo per portare il quadro della SS. Vergine dello Sterpeto dal Santuario dove è custodito alla città», così come si evince dalle righe estratte dall’articolo, la novità non fu solo nella durata dei festeggiamenti che nell’occasione durarono cinque giorni anziché dei tre canonici, succede dunque che le spalle dei portatori furono sostituite dalle eliche di un elicottero: «la Madonna infatti giungerà a bordo di un elicottero che atterrerà nello stadio comunale proprio sul terreno di gioco».



L’atterraggio del mezzo fu accolto da un incontenibile e spontanea manifestazione di entusiasmo, presenti sul campo da gioco le autorità civile e religiose, dall’Arcivescovo Addazzi:« il quale ha subito intonato il Salve Regina che il popolo e le devote hanno poi cantato», al sindaco di Barletta, il dotto Carlo Borgia, il vice sindaco, avv. Francesco Capurso, gli assessori Maresca, Filannino, Grimaldi, Romanelli, il Capitolo Cattedrale.   

Dallo stadio comunale quindi si formò la lunga processione cui presero parte le confraternite religiose, il Capitolo Cattedrale, i fratini del seminario, le autorità e i molti fedeli. Il tutto poi si svolse come di consueto, con il busto di San Ruggiero prelevato dall’omonimo monastero e quindi l’arrivo in Cattedrale con i consueti festeggiamenti per la festa patronale che si svolsero come di consueto.

Il resto poi non ci è dato saperlo, dove vi fu il decollo con a bordo il sacro quadro, se dal Santuario o in una qualche zona lì nelle vicinanze, cosa provò il maresciallo Ferrari quando atterrò sul campo da calcio dinanzi a così tanta gente che ne acclamava il nome dello Sterpeto, così come ci riesce difficile immaginare il momento in cui l’elicottero atterrò lì sul campo dello stadio “Lello Simeone”.

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