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KEYRA /Fuori ora "Femmena", omaggio a Totò e primo singolo con Carosello Records


Fuori oggi martedì 5 dicembre “Femmena”, il nuovo singolo di Keyra - il primo con Carosello Records - che reinterpreta e rende omaggio al celebre brano “Malafemmena” di Totò che fece breccia nella cultura popolare del Paese degli anni Cinquanta. Keyra rievoca infatti l’immaginario della malafemmena, descritta come donna dolce come zucchero e dalla faccia d’angelo ma capace di far soffrire senza scrupoli l’uomo amato, e ne ribalta la prospettiva: “a me sta facc d’angelo m serv p campà”.

Un omaggio a Totò, ma anche alla cultura e alla musica partenopea: Keyra, cantante campana doc (per metà salernitana, per metà napoletana), decide con orgoglio e attaccamento di mantenere l’uso del dialetto e lo affianca a quello dell’italiano, una scelta stilistica che si è ormai riaffermata nel panorama musicale contemporaneo - come testimoniato da artisti compaesani quali Geolier, Tropico, BigMama, ecc. - e che, nel caso di “Femmena”, spazia in sonorità urban che accolgono una matrice melodica fondamentalmente pop.

Il brano è nato dopo un workshop di recitazione in cui Keyra - attiva nello studio di canto, recitazione e danza - si è ritrovata ad affrontare e risolvere alcuni blocchi emotivi legati a una relazione passata finita male. In studio con il suo produttore di fiducia, Thirty, lo sfogo emotivo di quella esperienza ha portato alla scrittura di “Femmena”, poi completato con l’amica e stimata collega Palmitessa.

«È un brano a cui tengo molto, non solo perché riprende le mie origini, la mia infanzia e rende omaggio a un brano a cui sono molto legata, ma anche perché ci ho messo dentro l’ammissione pubblica delle colpe di sbagli che ho fatto in passato» racconta Keyra. «Ci sono due chiavi di lettura in questo brano: la prima è rivolta al mio ex, al quale chiedo scusa per il male che so di avergli fatto - noi ci siamo conosciuti facendo musica e penso che queste siano le scuse più sentite che io gli possa fare. La seconda lettura riguarda me che parlo alla mia bambina interiore, descrivendo un dualismo tra l’essere amorevole, angelica, e l’essere quel tipo di persona detta “malessere” che è capace di fare del male e d’ingannare. Chiedo scusa alla parte pura di me che crescendo si è compromessa».

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