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La Voce Grossa di…Emanuele “Ciuffo” Alonzi(intervista): «Trattoria da Nennella? Siamo un pezzo importante per Napoli»


Nicola Ricchitelli - Tra i vicoli di Napoli, dove il rumore dei piatti si mescola alle risate e alla tradizione, c’è un volto che tutti riconoscono: “Ciuffo” – al secolo Emanuele Alonzi - storico cameriere della celebre “Trattoria da Nennella”. Più che un cameriere, un personaggio simbolo di un modo di vivere la ristorazione fatto di ironia, passione e veracità napoletana.

In questa intervista Ciuffo si racconta senza filtri, tra aneddoti di sala, battute fulminanti e l’orgoglio di rappresentare una Napoli che non smette mai di farsi sentire.

Da quanto tempo lavori come cameriere alla Trattoria da Nennella?
R: «Non da molto…saranno passati si e no 16 anni…😊».

Com’è iniziato il tuo percorso nel mondo della ristorazione?
R: «Il mio percorso nasce come dicevo 16 anni fa, grazie ad alcune conoscenze del mio vecchio suocero - era amico di Mariano Vitiello - io cercavo lavoro finita la scuola, una volta entrato nella famiglia Nennella non ne sono più uscito».

Cosa rende, secondo te, Nennella un luogo così speciale e famoso?
R: «Un po’ tutto, partendo dalla pasta e patate con provola, dal prezzo del menu completo, dallo show che si crea, dal tipo d clientela! Ma per fartela breve “VIEN ADDU NENNELLA E LA RISPOSTA ME LA DAI TU A ME” 😘».

Se Nennella chiudesse per un giorno, che pezzo di Napoli mancherebbe alle persone?
R: «La trattoria la domenica è sempre chiusa e io sai come mi accorgo che manca qualcosa? Il lunedì quando vedo clienti in fila già dalle 10 del mattino, lì mi accorgo che siamo un pezzo importante per NAPOLI».


Qual è l’aspetto più bello del tuo lavoro quotidiano?
R: «Sentire esclamare i clienti “finalmente siamo entrati” con il sorriso stampato in faccia».

Quello più difficile o stressante?
R: «La parte difficile è quella legata alla concentrazione, bisogna sempre garantire un ottimo lavoro, prima di fare “casino” c’è sempre la gente che deve mangiare perché “Nennella” non è solo divertimento, la parte stressante forse è proprio quella, bisogna sempre avere tanta pazienza, perché da noi vengono davvero milioni di persone».

Che rapporto si crea con i clienti, soprattutto con i turisti che vengono da fuori Napoli?
R: «Per quanto riguarda il rapporto con i clienti devo dirti che è un qualcosa di bello, di inaspettato, che si crea giorno per giorno e tutto nasce a caso, poi c’è chi si trova bene e ritorna, ma anche clienti che ti vedono come una star, un personaggio famoso, ci sono persone che mi ringraziano perché solo vedendomi nei video mi vedono come una “cura”, mi dicono “mi fai ridere tanto” e “quando sono triste ti vedo e tutto mi passa”…».

Quanto conta il lavoro di squadra in una trattoria così vivace?
R: «Il gioco di squadra è molto importante da “Nennella” siamo quasi 50 dipendenti, 50 teste, diverse, pensieri diversi, caratteri diversi, ma quello che ci unisce è l’obbiettivo di garantire un servizio buono e divertente!».


C’è un episodio divertente o particolare che ti è rimasto impresso lavorando qui?
R: «Di episodi divertenti ne capitano tanti al giorno, poi lavorandoci da 16 anni, sai quante ne ho viste…😊. Comunque ti racconto uno che mi fa ridere…Una sera pioveva e c’era una signora con il marito e la figlia, io noto che ha i pantaloni bagnati pensando che si fosse bagnata per la pioggia… finita la cena balla, prima di andarsene, si alza sulla sedia e ringrazia ad alta voce me e “Nennella” per la serata bellissima, e alla fine mi dice che oltre a farsi il bagno prima di entrare mi sono “anche pisciata sotto” tutto questo per non perdersi neanche un minuto di “NENNELLA”!».

Quali qualità deve avere un bravo cameriere secondo la tua esperienza?
R: «Un bravo cameriere oltre ad essere bravo nel proprio settore, secondo me deve avere tanta e tanta pazienza, e i problemi che uno può avere personali li deve lasciare a casa e andare a lavoro con il sorriso».

Come vedi il tuo futuro: continuerai nella ristorazione o hai altri sogni nel cassetto?
R: «Il mio futuro? Sicuro mi troverai da “NENNELLA” 😊 di idee per la testa c’è ne sono tante, spero in futuro di qualcosa…».

A fine serata, cosa resta più addosso: le voci, le risate o gli sguardi?
R: «A fine serata? Sicuro tante risate, tanta stanchezza, ma anche tanta soddisfazione di aver fatto un qualcosa che non tutti fanno…rendere felici qualcuno con poco…».



 

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