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Canosa Calcio: E se il "non continuare" con Vincenzo Lanotte fosse stato il vero errore?



Nicola Ricchitelli - Mentre il Barletta di Massimo Paci vola in Serie D, con Vincenzo Lanotte nel motore dello staff tecnico a recitare un ruolo da protagonista, al "San Sabino" la domanda che si sussurra tra i gradoni del “San Sabino”, è più o meno questa, non era meglio continuare con Vincenzo Lanotte?

L’ex allenatore barlettano non è stato un allenatore qualunque per il Canosa. È stato l'uomo che ha portato il club a novanta minuti (anzi, meno) dalla Serie D storica. Quel ritorno di finale contro il Gela resta una ferita aperta, ma è anche il punto più alto toccato dal calcio canosino negli ultimi decenni. Averlo congedato lo scorso giugno 2025, dopo una cavalcata simile, è apparso a molti come un peccato d'orgoglio della società, convinta che per vincere servisse "il nome" e non "il lavoro".

La scelta di Francesco Modesto si è rivelata un flop tecnico e ambientale, naufragato già a ottobre sotto i colpi del Bisceglie in Coppa Puglia. L'arrivo di Pasquale De Candia ha certamente raddrizzato la barra: il "Re Mida" dell'Eccellenza ha portato punti, solidità e ha rimesso il Canosa in scia playoff. Ma il distacco dalla vetta (quasi 10 punti) suggerisce che la rincorsa sia iniziata troppo tardi.

De Candia è un vincente, ma sta gestendo una squadra "costruita da altri" e figlia di una rivoluzione estiva forse non necessaria. Lanotte, al contrario, conosceva ogni zolla del San Sabino e aveva un legame viscerale con un gruppo che lo avrebbe seguito nel fuoco.

Vedere Lanotte fare bene a Barletta, contribuendo alla rinascita biancorossa, aumenta il rimpianto. Se il Canosa avesse dato continuità a quel progetto, puntellando la rosa con due o tre innesti di categoria invece di resettare tutto, oggi starebbe lottando per il primato invece di sperare nella "forchetta" dei 7 punti per non saltare i playoff?

Il calcio non si fa con i "se", ma i fatti dicono che il Canosa ha cambiato due allenatori in quattro mesi per inseguire un obiettivo che Lanotte aveva già quasi centrato con meno risorse. Se De Candia riuscirà nell'impresa di vincere i playoff nazionali, la società avrà avuto ragione. In caso contrario, quella separazione estiva da Lanotte verrà ricordata come il più classico dei "salti nel buio" che ha interrotto un incantesimo proprio sul più bello.

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