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La Voce Grossa di…Arianna Galli(intervista):« Per me scrivere significa cercare di far respirare la vita attraverso le pagine…»


Nicola Ricchitelli – La voce di quest’oggi nasce a Brescia ma cresce a Milano, non è solo una bella ragazza di 19 anni, ma una ragazza che sulle pagine bianche di un libro fa respirare la propria vita.

Lei è Arianna Galli e la conosciamo in questa lunga intervista che ha deciso di concederci.

Arianna grazie per aver accettato il nostro invito, come stai?
R:«Tutto bene, grazie. In questo periodo della mia vita sono finalmente molto felice. Prima ho sofferto molto».

Di te si dice avere un rapporto molto particolare con la scrittura, cosa significa per te scrivere?
R:«Per me scrivere significa cercare di far respirare la vita attraverso le pagine e portare testimonianza di alcuni tratti essenziali dell’esistenza che ognuno ha vissuto o che prima o poi dovrà vivere».

È di qualche tempo fa l’uscita del primo libro “Non c’erano fiori”, di cosa parla?
R:«È una raccolta poetica che si pone come una sorta di remake contemporaneo del mito di Amore e Psiche. La protagonista, Irene(nome parlante, che in greco significa “Pace”, mentre la sua interiorità inizialmente è puro tormento) vive un amore appassionato con questo essere alato e bellissimo, un angelo di nome Salvatore(anche questo un nome parlante), che però volerà via appena lei ne scoprirà le profondità dell’anima. Al contrario del mito, la protagonista non cercherà di ritrovare l’amato, ma decide di ritrovare se stessa. È così che scopre pian piano la sua essenza di donna, nell'unità e abbraccio armonioso tra anima e corpo, accettando l’addio della persona amata, portandola dentro di sé come un fiore nel cammino verso il futuro».


C’è qualche tratto autobiografico tra le pagine di questo libro?
R:«Sì, l’angelo, che però aveva un altro nome, è un ragazzo che credevo l’amore della mia vita, ma che è morto prematuramente quando ero in terza liceo. È una persona che mi ha dato moltissimo a livello umano, che mi ha rivelato la bellezza della vita prima di volare in Cielo. È dall’estate tra terza e quarta liceo che ho iniziato questo progetto, che volevo fosse perfetto nella musica e nelle immagini e che soprattutto portasse con sé la bellezza di riscoprirsi ancora più forti nonostante il dolore. È un modo anche per far vivere per sempre nei miei versi quella persona così meravigliosa e che ho amato così tanto».

Scrittrice, ma ami scrivere poesie, quando un tuo pensiero si fa poesia?
Per me la poesia non è un pensiero, non è qualcosa di razionale o, almeno, non inizialmente. Ogni poesia nella sua prima stesura nasce in me come un fiume incontrollabile e improvviso che mi esce dalle labbra. Poi, dopo la prima stesura, si passa alla parte razionale, ovvero perfeziono la musica della poesia, lavoro sulle immagini, cerco di renderle sempre più nitide, più vere.

Quali libri amavi leggere da piccola?
R:«Ne ho letti parecchi, sin da piccola divoravo i libri. Sicuramente, i due libri di svolta che ho letto durante le elementari sono due: la Bibbia e Il Piccolo Principe. Mi avevano regalato una Bibbia quando ho fatto la Prima Confessione in seconda elementare e mi era venuta l’idea pazza di leggermela tutta, un pezzettino per volta e l’ho finita alla fine della quinta elementare: è un libro meraviglioso, ricco di immagini, di poesia, di vite di uomini con le loro fragilità ed errori, ma che riescono a ritrovare la retta via grazie all’Amore di Dio. L’altro libro è “Il Piccolo Principe” di Saint-Exupéry (e anche lui amava la Bibbia), romanzo breve meraviglioso sia stilisticamente, che per i contenuti, con il protagonista che scopre man mano la bellezza dell’amore, nutrito dall’ascolto e dal tempo, incondizionato e immenso, fino al sacrificio».

Per una scrittrice cos'è un libro?
R:«Credo che sia come un figlio, una piccola creatura che senti nascere dentro di te e che poi, una volta venuta alla luce, deve camminare con le sue gambe e parlare con la forza che ha dentro di sé, parlando agli altri, attraversando gli altri».


Scrittrice ma anche molto impegnata sui social, come potrebbero andare d’accordo social e letteratura?
R:« La letteratura e i social sono entrambi una forma di comunicazione, parola dal significato profondo, come può rivelare la sua etimologia: viene infatti deriva dal latino communico che significa condivisione di beni. Infatti sia per quanto riguarda la letteratura che i social c’è una condivisione di esperienze di vita. Sicuramente usano linguaggi diversi: la letteratura ha come suoi strumenti le parole, i social si basano sulla cultura delle immagini. Proprio per questa ragione ho deciso di parlare di poesia nel mio profilo personale (in cui si può trovare il link al mio sito www.ariannagalli.com in cui condivido le mie poesie, articoli di critica letteraria e racconti, in modo che ci sia il giusto tempo per una fruizione lenta e meditata della mia produzione letteraria) anche attraverso il mio corpo: mi piace fotografarmi cercando di rappresentare con lo sguardo, con la scelta degli abiti, dei colori, degli oggetti attorno, delle pose il significato delle mie poesie, la loro malinconia e allo stesso tempo ricerca di vita e di verità».

Chi è oltre le sue passioni Arianna Galli?
R:«Senza le mie passioni sono Nulla: la mia identità la trovo quando scrivo, nella mia poesia trovo la mia anima e il mio corpo, intrecciati armoniosamente, uniti in una cosa sola».

Quali progetti bollono in pentola nel prossimo futuro?
R:«Moltissimi progetti! Dall'inizio della pandemia sto lavorando su una raccolta sulla Milano durante l’età del Covid, che dalla morte riesce a ritornare alla vita, e a un’antologia di traduzioni curate da me delle poesie di Baudelaire. Il mio sogno poi sarebbe di collaborare anche alla stesura di testi per le canzoni: è ancora un sogno lontano, ma credo che tutto possa diventare possibile se uno ci crede!».

Potete seguire Arianna Galli su Instagram:
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