Canne della Battaglia, una chiacchierata con Nino Vinella(Comitato Pro Canne della Battaglia):« la bassa politica rubinetto a perdere di soldi pubblici»

Una storia quella di Canne della Battaglia fatta di seduzione da parte della politica e dei politici ma allo stesso tempo di abbandono:« un bookshop sprovvisto di personale qualificato, presenziato da solo personale ausiliario del ministero Beni culturali che si limita a fornire il minimo indispensabile e dove nessuno predispone visite guidate ed assistenza turistica più o meno qualificata se non a richiesta», questa la testimonianza di Nino Vinella circa lo stato attuale dello storico sito che vide Annibale vincere i romani.
Una chiacchierata quella avuta con il dott Vinella – protagonista di tante battaglie nel corso di questi anni a difesa della storia appunto di Canne della Battaglia – tra passato presente e futuro:« Futuro? Revisione e rescissione del Protocollo d’intesa sottoscritto il 27 febbraio 1999 dal sindaco Salerno con la Soprintendenza, che obbliga il Comune proprietario a pagare spese su spese per conto ed a nome dello Stato senza ricevere nulla in cambio, specie la possibilità di occupare personale o di aprire magari un punto di ristoro» ma è meglio non anticipare troppo, e vi lasciamo dunque alla testimonianza rilasciata sulle nostre pagine dal presidente del Comitato Pro Canne della Battaglia.  

D: Dott.Vinella come mai la politica sembra avercela tanto con Canne della Battaglia e la sua storia?
R:«Diciamo la politica di oggi, quella minuscola, quella che razzola nel pollaio. La Politica maiuscola, quella che volava alto, quella Politica (ed i suoi protagonisti) ha fatto molto in passato a favore di Canne della Battaglia. Ma tutto sommato relativamente da poco tempo. Nel 1937 fu il podestà Picardi ad acquistare da un privato la Cittadella, badate come suolo agricolo o di pascolo, e si era in pieno regime fascista: da allora è stata patrimonio fondiario del Comune di Barletta, che votava la valorizzazione del sottosuolo archeologico e delle rovine. Ma nessuno dei successivi amministratori o politici comunali se n’è mai seriamente accorto, nelle pieghe di un bilancio dove si è voluto premiare più la spesa corrente rispetto all’incremento di valore. Nel 1958, presente il ministro alla Pubblica Istruzione Aldo Moro, s’inaugura l’Antiquarium finanziato dalla Cassa del Mezzogiorno: forte scelta politica della cosiddetta Prima Repubblica, con lo Stato ad investire su proprietà comunale. Poi tutta una serie di finanziamenti a pioggia: statali, comunitari, ancora del bilancio comunale barlettano. La bassa politica da allora in poi è stata il rubinetto a perdere di tanti soldi pubblici, si è comportata pensando a far arrivare un finanziamento dopo l’altro, a favorire singoli progetti tutti fuori di una logica complessiva, che hanno finanziato spese correnti senza mai mettere a valore un bene culturale (ed ambientale) di altissimo richiamo mondiale. Oggi dobbiamo dire basta, in tempo di tagli specie alla Cultura, di spending review: è un assoluto spreco di valore, non ce lo possiamo permettere più».

D: Tante sono state le battaglie combattute sul territorio di Canne – quella tra Annibale e l’esercito romano la più famosa – quante quelle combattute dalla politica e tra i politici?
R:« Negli anni Settanta ed Ottanta sono state la cultura e la storia patria a fare da trampolino di lancio verso una politica seria e pregna di contenuti. Anna Cassandro, liberale, apparteneva ad una famiglia di prim’ordine: suo padre, il professor Michele, ha scritto tantissimo su Barletta. E fra i tanti storici prestati alla politica voglio personalmente ricordare la figura del dottor Carlo Ettore Borgia, medico e autore storico, più volte sindaco e primo assessore regionale alla Cultura: presidente del nostro Comitato Pro Canne. Ma poi tutti hanno vissuto di rendita… elettorale. Vediamo oggi all’opera il consigliere regionale Ruggiero Mennea (PD), fautore della legge Pro Canne della Battaglia, oggi finanziata ed in attesa del bando: un cavaliere solitario, purtroppo…».

D: Canne subì diverse devastazioni, nel 547 dagli ostrogoti di Totila, dai Saraceni nel 872, quindi quella definitiva ad opera di Roberto il Guiscardo. Questa la storia. Lei vi aggiungerebbe il nome di qualche politico dei nostri giorni?
R:«La politica ha smesso da un pezzo di essere il riferimento di battaglie per trasformarsi purtroppo  in una stanza di bottoni per la mera gestione di finanziamenti, quando e se ci sono… Una gestione senz’anima, voglio dire. Durante l’amministrazione comunale a guida dell’ex sindaco Maffei, si è sbandierata tanto la Cultura, ma per Canne della Battaglia il voto è sempre stato ZERO IN CONDOTTA, come ha sempre denunciato il nostro Comitato. Promesse tantissime, perfino nelle annunciate linee di governo 2006-2011, ma di realizzazioni nulla. Illusioni e delusioni di chi pure si riempiva la bocca, politicamente parlando, della Cultura come motore di crescita sociale e in ottica comunale oltre che di area vasta, vedi Vision 2020…».

D: Quale la sua idea di Canne della Battaglia?
R:« Dovremmo essere tutti quanti protagonisti di una vera, definitiva “ rivoluzione”. In senso letterale: capovolgimento, cambiamento di prospettiva, vivere Canne da tutto un altro punto di vista rispetto a quanto accade oggi come oggi. Spesso dico pubblicamente che la nostra Provincia ha undici città: i dieci comuni ufficiali più Canne, che è la più antica e storicamente databile a millenni fa. Canne è civica cannensis, con le sue strade (quelle provinciali sono due che vi si incrociano), la sua ferrovia (la Barletta - Spinazzola, unica stazione di tutta Italia ad accedere in un sito così celebre), la sua autostrada (con area di servizio intitolata ad hoc), la sua arteria statale 16 e 16 bis,  le sue campagne così tanto ben coltivate, il suo fiume Ofanto con il Parco regionale esistente ma solo sulla carta, e le sue attività produttive ed economiche. Quindi, con un’aliquota di archeologia che certo è importante ma dove la vera Canne è una unità geografica assai fortemente integrata e che finalmente merita di essere considerata non come uno spezzatino ma nella sua visione unitaria e complessiva. Questa la rivoluzione da combattere, rispolverando per Canne un grado di autonomia decentrata, e perfino il ruolo di quella fantomatica Authority nata sotto la stella del sindaco Salerno come onorificenza-contentino da assegnare come all’amico politicante di turno, ma senza potere reale, e che dovremmo rivalutare o ripristinare sotto questa luce  innovativa (accorpando deleghe assessorili e compiti dirigenziali interni al Comune) e ripeto rivoluzionaria, con un ritorno al passato che è formidabile slancio al futuro».

D: Se un turista si reca oggi sul sito di Canne quale situazione si ritrova dinanzi ai propri occhi?
R:«Un bookshop sprovvisto di personale qualificato, presenziato da solo personale ausiliario del ministero Beni culturali che si limita a fornire il minimo indispensabile e dove nessuno predispone visite guidate ed assistenza turistica più o meno qualificata se non a richiesta o su prenotazione, nemmeno sotto l’offerta di prodotti di consumo editoriale (libri, dépliants etc etc.). Turista per caso o turista fai-da-te, dunque. Ecco perché i tempi di permanenza in loco sono risibili, un’ora o due al massimo, senza comfort di tipo alimentare perché licenze non se ne possono rilasciare: insomma un groviglio inestricabile che penalizza tutti quanti ed allontana il movimento turistico invece di attrarlo. Ma questo dipende dall’annoso problema del protocollo d’intesa che lega mani e piedi al Comune di Barletta il quale, pur proprietario, ha sempre preferito lasciare fare la gestione alla Soprintendenza, generando flussi di spesa a perdere e, assurdo, senza possibilità di assumere direttamente il personale o incentivare presenze stabili sotto l’aspetto commerciale».

D:Come e perché si è giunti a questo punto?
R:«  Esempio fra i tanti, fra le migliaia di news pubblicate sul nostro sito ufficiale www.comitatoprocanne.com. Ecco. Domenica 10.10.10 il nostro Comitato promosse una Giornata di sensibilizzazione popolare contro i tagli alla Cultura, contro i licenziamenti all’Antiquarium, contro il declassamento pilotato del sito archeologico di Canne della Battaglia. Davanti all’Antiquarium ci siamo fotografati in gruppo: c’erano rappresentanti della giunta comunale di allora e che non c’è più, giunta provinciale e regionale che ci sono ancora. Scattate le foto, dette le solite promesse alle telecamere, tutti a casa. Ecco perché Canne muore: menefreghismo, opportunismo e protagonismo politico, soprattutto, a scapito dei cittadini tutti, di centro, destra, sinistra… e perfino dei tecnici!».

D: Al tempo del licenziamento dei tre dipendenti da parte della società Novamusa – società appaltatrice del servizio di merchandising e biglietteria - si disse questo di Canne della Battaglia:«nonostante la sua storia non riesce ad attirare turisti», che spiegazione si è dato?
R:«Andate su internet e cliccate su Google inserendo la parola chiave Canne della Battaglia o Annibale: vedrete migliaia e migliaia di match, di pagine, di notizie. Gratis! Annibale fa da general manager di Canne della Battaglia senza pretendere un soldo, dal 216 avanti Cristo. La risposta è semplice: nessuno investe, nessuno ricava…».

D: Cosa si aspetta dal prossimo sindaco di Barletta?o forse la domanda sarebbe, è lecito aspettarsi qualcosa dalla politica barlettana in futuro?Da cosa bisognerebbe ripartire?
R:«Revisione e rescissione del Protocollo d’intesa sottoscritto il 27 febbraio 1999 dal sindaco Salerno con la Soprintendenza, che obbliga il Comune proprietario a pagare spese su spese per conto ed a nome dello Stato senza ricevere nulla in cambio, specie la possibilità di occupare personale o di aprire magari un punto di ristoro. Ci basta questo, e magari anche uno solo dei politici che si candideranno a Sindaco a fine maggio firmasse questo unico impegno. Basterebbe ad avviare quella “rivoluzione” a cui si accennava prima: una stagione felice per lavoro, investimenti, coesione sociale…».



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