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giovedì 20 giugno 2019

Dario Ballantini(intervista):«La mia vera anima? È un misto di tutte le mie attitudini… ho sempre convissuto con questi molteplici aspetti del mio essere»


Nicola Ricchitelli – Un nome, ma soprattutto tante anime«…la vera anima è un misto di tutte le mie attitudini…ho sempre convissuto con questi molteplici aspetti del mio essere». L’ospite di quest’oggi arriva dallo studio 14  di Cologno Monzese - Centro di produzione Mediaset – o forse sarebbe più giusto dire da Piazza Montecitorio, lì dove da tanti anni con le sue innumerevoli imitazioni ha fatto il verso ai tanti politici che hanno albergato alla Camera dei Deputati, lì dove per tanti anni ha visto il potere da una prospettiva molto particolare:«… Persone che badano molto all’efficacia di ciò che dicono, intendo l’efficacia mediatica, mi sembra che la sostanza invece, come conoscenza della politica sia diminuita molto».

Ospite quest’oggi del nostro spazio dedicato alle interviste l’attore, imitatore e pittore toscano, Dario Ballantini.

Dario, ti do il benvenuto, seppur virtuale, nella nostra Puglia, e quindi nel nostro spazio dedicato alle interviste del nostro giornale.
Un nome ma tante anime, imitatore, pittore, attore, insomma, qual è la vera anima di Dario Ballantini?
R:«La vera anima è un misto di tutte le mie attitudini…ho sempre convissuto con questi molteplici aspetti del mio essere».

Dario, cosa significa per te imitare?
R:«Significa mettersi nei panni dell’altro e annullarsi».

Quali gli elementi dell’arte dell’imitazione che ti attraggono?
R:«La somiglianza degli stessi personaggi con altre persone che ho conosciuto nella vita in modo che io possa crearne un carattere che conosco».

Quali sono gli aspetti che in particolar modo cerchi di portare alla luce, nei personaggi che poi decidi di imitare?
R:«Mi piace mettere alla luce l’aspetto debole tenero, goffo e buffo del personaggio».

Spesso ti ci si vede dalle parti dei palazzi di potere vestendo i panni del politico del momento, Dario com’è il potere visto da dietro ad una maschera?
R:«Persone che badano molto all’efficacia di ciò che dicono, intendo l’efficacia mediatica ,mi sembra che la sostanza invece, come conoscenza della politica sia diminuita molto».

È mai capitato che una tua imitazione abbia dato fastidio? O per lo meno che qualcuno non abbia gradito?
R:«No, quasi nessuno. Forse ai tempi di re Vittorio Emanuele che imitai insieme ad Alvaro vitali che a sua volta imitava la moglie».

Il prossimo personaggio che hai deciso di imitare?
R:«Al momento non c’è perché sia Conte che Salvini sono molto di attualità».

Vi è uno che non sei riuscito a vestire?
R:«Ce ne sono alcune non riuscite tanti anni fa, tentai Marta Marzotto e Riccardo Scamarcio, tentai anche la Boschi…poi ci sono altre che sono durate troppo poco, penso a Napolitano e Mattarella».

Dario che ricordo hai del tuo primo incontro con Antonio Ricci?
R:«Con Antonio Ricci ho un rapporto di vecchissima data, iniziato ad un concorso televisivo in cui lui era in giuria ed io ero un giovane talento - era il 1989 - da allora il rapporto si è intensificato, specialmente da quando sono finalmente approdato a Striscia nel 1994, ed è aumentato l’affetto e la voglia di far bene le cose dato anche da un perfezionismo che ci caratterizza».

Quanto ha dato un programma come “Striscia la notizia” alla tua carriera artistica?
R:«Striscia mi ha dato molto perché fa parte della mia vita da oltre 25 anni».

Dario come spieghi la longevità di questo programma?
R:«Striscia è una macchina perfetta, perché ogni giorno si rimette in discussione con confronti  in regolari riunioni molto minuziose, fatta da lavoratori instancabili ed attenti. Poi è sempre stata un tipo di tv avanti , una tv che sa come far affezionare il proprio pubblico tenendo conto della credibilità unità ad una non “ seriosita “».

Parliamo un po’ di pittura, qual è il tuo rapporto con essa?
R:«La mia pittura viene dall’espressionismo e viene dalla mia città, Livorno,  una città piena di pittori. Con i miei quadri voglio raccontare l’essere umano con tutti suoi tormenti».
Che Dario emerge dai tuoi quadri?
R:«Emerge soprattutto l’essere umano con tutti i suoi tormenti come ho detto prima».

Chiudo con il futuro, quali progetti bollono in pentola?
R:«Progetti al momento sono soprattutto teatrali con il mio ultimo  lavoro Ballantini&Petrolini ed  in  impreparazione una grande mostra».


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