La Voce Grossa di…Francesco Manca(intervista): «Trasparenza, radici e visione: così raccontiamo lo Squinzano dentro e fuori dal campo»
Nicola Ricchitelli - Raccontare una società sportiva significa andare ben oltre i novanta minuti della domenica. Richiede visione strategica, profondo legame con il territorio e la capacità di bilanciare passione e professionalità.
In questa intervista, Francesco Manca, addetto stampa e responsabile della comunicazione dello Squinzano Calcio da quattro stagioni, ci porta all'interno del suo lavoro quotidiano: dalla gestione dei social media ai rapporti con la stampa regionale, fino alla delicata tutela della squadra nei momenti più complessi del campionato. Una chiacchierata che svela cosa significhi fare comunicazione nel calcio dilettantistico oggi.
Francesco, innanzitutto che significa essere responsabile della comunicazione di una società di calcio?
R: «Significa occuparsi a 360 gradi della comunicazione della società. Non soltanto dei social media, ma anche dei rapporti con la stampa, con le tv, con i giornalisti e con tutti gli interlocutori esterni. Da oltre dieci anni mi occupo di comunicazione e da quattro stagioni seguo la comunicazione dello Squinzano Calcio, cercando di costruire e mantenere un’identità coerente su tutti i canali. Il mio compito è raccontare la società dentro e fuori dal campo, valorizzandone il lavoro, le persone, i risultati e il legame con il territorio».
In un paese come Squinzano, quanto conta il rapporto personale con i tifosi e gli appassionati nell'impostare la strategia di comunicazione?
R: «Conta tantissimo. Nel mio caso c’è anche un elemento personale: sono di Squinzano, conosco molto bene l’ambiente e ho un rapporto diretto con tanti tifosi e appassionati. Questo aiuta sicuramente a comprendere meglio la sensibilità del territorio e a capire cosa vuole vedere e sentire la nostra gente. La comunicazione deve essere presente e vicina, ma sempre con professionalità e coerenza».
Come si bilancia la trasparenza dell'informazione verso il pubblico con la necessità di proteggere la squadra nei momenti di difficoltà o tensione sportiva?
R: «La trasparenza è fondamentale, ma comunicare non significa necessariamente dire tutto, sempre e comunque. Ci sono momenti in cui bisogna parlare e altri in cui è più importante lasciare spazio al lavoro della squadra. La difficoltà sta proprio nel capire quando intervenire e con quale tono. Nei momenti complicati credo siano fondamentali equilibrio, lucidità e rispetto per la società, per i calciatori e per chi lavora quotidianamente al progetto».
Che ruolo giocano i social media nel mantenere vivo l'interesse della comunità anche al di fuori dei novanta minuti del fine settimana?
R: «Oggi hanno un ruolo centrale, ma sono soltanto una parte della comunicazione. I social permettono di mantenere un rapporto quotidiano con la comunità, raccontando allenamenti, settore giovanile, iniziative, sponsor e tutto quello che accade intorno alla prima squadra. Allo stesso tempo, il lavoro con stampa e televisioni permette di portare la voce dello Squinzano anche fuori dai nostri canali. L’obiettivo è creare una comunicazione continua, che non inizi e non finisca con la partita della domenica».
Quanto è complesso far trovare alla squadra uno spazio sui media regionali di fronte alla visibilità accentrata dai club di serie superiori?
R: «È sicuramente complesso, perché l’attenzione mediatica tende naturalmente a concentrarsi sui club dei campionati superiori. Per questo una parte importante del mio lavoro è anche costruire e mantenere rapporti con giornalisti, televisioni e testate locali e regionali, cercando di dare allo Squinzano la giusta visibilità. Non si tratta soltanto di mandare un comunicato, ma di creare relazioni e proporre contenuti e storie che possano interessare i media. Il calcio dilettantistico ha tantissime realtà e persone che meritano di essere raccontate».
Quali competenze sono indispensabili oggi per chi vuole fare comunicazione nel calcio dilettantistico o semiprofessionistico?
R: «Prima di tutto bisogna conoscere la comunicazione. Non basta saper realizzare una grafica o pubblicare un post. Servono strategia, conoscenza dei social, capacità di scrittura, gestione della reputazione, conoscenza del web marketing e capacità di rapportarsi con stampa e media. E poi serve conoscere il mondo dello sport. Nel mio caso c’è anche un passato da calciatore, in categorie non professionistiche, che mi ha permesso di conoscere direttamente questo ambiente. La passione è fondamentale, ma deve essere accompagnata dalla professionalità e dallo studio».
Qual è l'obiettivo o il progetto di comunicazione a cui tiene di più per il futuro dello Squinzano Calcio?
R: «Vorrei riuscire a dare ancora più visibilità allo Squinzano Calcio come realtà del territorio, non limitandoci a raccontare quello che accade la domenica. Mi piacerebbe rafforzare sempre di più il rapporto con i media, con le televisioni, con la stampa, con i partner e con tutte le realtà del territorio, creando nuove collaborazioni e nuove opportunità. L’obiettivo è avvicinare ancora più persone a questa società e a questo sport e far percepire Squinzano Calcio come una realtà viva ogni giorno, non soltanto quando scende in campo. In fondo, il calcio è fatto di novanta minuti, ma una società vive sette giorni su sette».

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