La Voce Grossa della Bandabardò:«il nostro un cammino lungo vent’anni ricchi di soddisfazioni»

Nicola Ricchitelli - D: Ragazzi tutto ebbe inizio esattamente 20 anni fa – 8 marzo 1993 – sintetizzateci a modo vostro questo lungo cammino
R: «È a tutt'oggi un bellissimo cammino, venti anni ricchi di grandi soddisfazioni. Partendo da una sala prove di Sesto Fiorentino, armati di grande voglia ed entusiasmo, siamo arrivati a suonare in tutta Italia, in mezza Europa e anche oltreoceano, in Messico e in Canada, portandoci dietro la nostra musica, la nostra semplicità e i nostri sorrisi. Ovviamente non abbiamo intenzione di fermarci!».
D: « La Bandabardò ha sposato in pieno la causa dei fricchettoni e del loro leader Fernandez. Siamo per la rivalutazione dei rapporti umani, dei miscugli razziali e culturali. Lottiamo per un mondo a misura di donna e di bambino e per vedere un giorno trionfare allegria e gentilezza », questo il vostro manifesto, a distanza di vent’anni e dovendolo riformulare ai giorni d’oggi,quali temi entrerebbero nel vostro manifesto?
R:« Per noi questi sono concetti non solo attualissimi, ma che racchiudono un mondo intero. Riassumendo al massimo, si parla di rispetto. Di rispetto per noi stessi, per le persone e per il mondo in cui viviamo».
D: Piccola curiosità, a cosa vi siete ispirati per la scelta del nome Bandabardò per l’appunto?
R:«Avendo un cantante bilingue, cresciuto tra Francia, Belgio e Lussemburgo, da subito abbiamo scritto brani sia in italiano che in francese. Abbiamo scelto un nome che racchiudesse le nostre origini italiane ma anche l'influenza che su di noi hanno avuto la musica e la cultura francese. Quindi la banda, espressione musicale prettamente italiana, e Brigitte Bardot, espressione di una Francia che fu. Abbiamo dovuto cambiare la scrittura del cognome della signora, altrimenti avremmo avuto problemi a livello legale».

D:Un tema non affrontato in passato ma che vi piacerebbe affrontare nelle vostre canzoni?
R:« Difficile rispondere, dato che non abbiamo mai scelto gli argomenti dei nostri brani a priori. Dipende da un'infinità di variabili che si presentano al momento della scrittura dei testi. Per cui, per dirla alla Battisti, lo scopriremo solo vivendo».
D: Nel corso della vostra ventennale carriera, tante sono state le collaborazioni avute, in futuro vi è in progetto una qualche collaborazione artistica? O per lo meno quale artista vi piacerebbe tirar dentro in un vostroprogetto?
R:« Ci sono un paio di idee in ballo, ma al momento preferiamo tenerle per noi, ovviamente per motivi scaramantici. Sicuramente Manu Chao è l'artista che più ha influito sui nostri esordi».

D: Avete mai pensato di cimentarmi in un qualche stile musicale diverso da quello fin qui proposto?
R:« Vale lo stesso concetto dei testi, ovvero non decidiamo niente a tavolino neanche rispetto agli stili musicali che vorremmo affrontare. Ascoltando attentamente i nostri dischi comunque le influenze che si avvertono sono molteplici. Dalla musica latina al reggae, dal rock fino anche al funky e alla dance».
D: Quale il vostro parere sullo stato attuale della musica?
R:«Non è un momento facile. Rispetto a quando abbiamo iniziato noi gli spazi in cui i nuovi gruppi hanno la possibilità di esibirsi e farsi ascoltare sono assai ridotti. Siamo convinti che la scena musicale italiana sia sempre di ottimo livello, ma anche dal punto di vista economico la situazione è
grigia. Basta pensare alle condizioni in cui versano i comuni e gli enti locali, che hanno sempre meno soldi da spendere nella musica e nella cultura in generale. Anche l'atteggiamento delle televisioni non aiuta, da quando riempiono i palinsesti di inutili talent show che sfornano artisti  destinati a durare lo spazio di un inverno. Il rimpianto per trasmissioni come DOC, ma anche per le varie trasmissioni di Red Ronnie, è forte».

D:Soprattutto quale il vostro parere circa la presenza di grandi artisti nei vari reality o talent show che dir si voglia?
R: «Già risposto...un disastro dal punto di vista musicale. Per quanto riguarda i grandi artisti che vi partecipano, ognuno fa quello che vuole».
D: Cosa c’è nel futuro della Bandabardò?
R: Tanta nuova musica sicuramente. E ovviamente la voglia di continuare a suonare in posti vecchi e nuovi.
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